Rispondere alla sanità del nuovo millennio. Un obiettivo quanto mai
ambizioso, quello della Mater Domini di Castellanza. Che, con la convenzione firmata di
recente con il Comune per l'ampliamento della struttura, ha scatenato in città un piccolo
vespaio. Critiche al vetriolo alle quali, stamattina, i vertici della clinica e
dell'amministrazione civica hanno risposto a suon di numeri, progetti e prospettive. Senza
lasciare spazio ad accenti polemici neppure in occasione del blitz di Legambiente,
intervenuto alla conferenza stampa per vigilare sul tanto discusso impatto ambientale del
nuovo edificio (sopra uno schizzo del progetto). Una presentazione, quella che si è svolta nello chalet dei platani, entrata
subito nel vivo con il messaggio preciso e lapidario del presidente Bruno Tosi: «Siamo
qui innanzitutto per sfatare le dicerie della messa in vendita della Mater Domini. Altro
che vendita, questa è una realtà che si sta affermando». Stop. E poco importa se - tra
iter burocratico e lavori - di certo prima del 2004 l'espansione non sarà terminata. La
prospettiva della costruzione di una struttura da 27mila metri cubi, adiacente e collegata
con quello esistente, per ora basta e avanza. Tanto che il sindaco Livio Frigoli si fa da
parte. «Vi chiedo di concentravi sul progetto sanitario - dice rivolgendosi ai
giornalisti - Tutto il resto viene in secondo piano». E guai a dire che il Comune ha
fatto un regalo alla clinica. «Qui si è trattato di bilanciare l'interesse pubblico e
quello privato a favore di un servizio sanitario importantissimo per la città e la
regione».
Quattro i motivi dell'ampliamento: adeguare le strutture attuali alle
normative regionali, diventare un punto di riferimento sanitario per il territorio,
offrire servizi sempre più al passo con le ricerche scientifiche e essere un "polo
culturale" nel panorama medico. Il tutto - almeno nelle intenzioni - rispettando
l'ambiente naturale del parco, migliorando la viabilità e potenziando i parcheggi. Un
progetto che ruota attorno a un poker di punti-cardine: spazi di degenza adeguati a
rispondere a una sanità moderna, sale operatorie moderne ed efficienti, numero dei posti
letto accreditati al sistema sanitario invariati e, infine, accessi alla struttura e al
pronto soccorso agevoli e sicuri. In cantiere, oltre alla nuova struttura (che
comprenderà 150 posti letto, cinque sale operatorie, un dipartimento d'emergenza con
pronto soccorso, spazi di accettazione e servizi di supporto), ci sono poi interventi
convenzionati per circa 7 miliardi: da un parcheggio da 170 posti nell'area compresa tra
le vie Bettinelli e dei Mulini a un cospicuo supporto per la costruzione di una palestra
per le scuole medie a una rotatoria tra le vie Bettinelli e la Saronnese. Per non parlare
della cessione al Comune dello chalet dei platani.
E l'ambiente? «Dei 5.000 metri quadrati permutati solo 2.200
saranno occupati dalla nuova struttura, mentre gli altri saranno ridestinati a parco
pubblico - assicurano alla clinica - Inoltre, al posto di quelli abbattuti, saranno
piantati nuovi alberi». Come a dire che nessuno vuole cancellare il verde.
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