Cocaina diretta
nella ex-Jugoslavia, probabile merce di scambio anche per traffico d'armi, esplosivi,
comunque destinata alla lavorazione in laboratori chimici della rete delle narcomafie
dell'est europeo. Si tratta di 43 chilogrammi pressati, occultati in due pacchi postali,
provenienza Caracas, destinazione Belgrado e Bosnia Erzegovina: il più grosso sequestro
mai effettuato dall'apertura di Malpensa 2000. L'operazione è scattata grazie a un
controllo repressivo dello "Svad merci" delle Fiamme Gialle. Gli uomini del
Servizio Vigilanza Antifrode Doganale avevano notato quei due pacchi postali con
destinazioni diverse ma con lo stesso mittente. E che mittente: Caracas, base di partenza
importantissima per i "cartelli" del Sud America. C'erano
gli indizi sufficienti a far scattare i controlli. Che peraltro, quando si tratta di
pacchi postali, necessitano sospetti ragionevoli, per questioni di privacy e di
operatività dell'aeroporto stesso. L'apertura dei pacchi é stata effettuata nella
Caserma delle Guardia di Finanza di Malpensa. Quelli che sembravano semplici vassoi erano
in realtà veri e propri manufatti di cocaina pressata. Nelle due superfici i
narcotrafficanti avevano applicato patine di sughero e formica, per farli sembrare normali
accessori da cucina.
Si tratta certamente del prodotto intermedio di una grossa organizzazione internazionale. Erano convinti di
farla franca; hanno messo il mittente, il destinatario e soprattutto hanno spedito un
quantitativo ingente. Le tecniche usate denotano una certa "potenza di
fuoco". Per immettere "la roba" sul mercato necessitano infatti laboratori
chimici specializzati con ausilio di professionisti. Veri e propri scienziati del crimine.
A conti fatti, la cocaina avrebbe fruttato più di 40 miliardi di
lire. Migliaia di bustine pronte per l'uso. Un giro di affari incalcolabile. Malpensa
diventa sempre più un crocevia privilegiato per la droga. Più di 100 chilogrammi sono
stati sequestrati dall'inizio dell'anno e il passaggio di corrieri e di sostanze confuse
tra le merci si fa sempre più ingente. Con questa operazione i finanzieri coronano un
periodo caratterizzato da una serie di sequestri nelle forme più diverse: tovagliette,
agende di pelle, palle di natale, statue di legno, rasoi, copertine, persino cocaina
nascosta nei computer. Non c'é limite ad un traffico che appare potente e in grado di
utilizzare i canali più diversi.
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