Hanno
le mollettine colorate tra i capelli e le scarpe con la zeppa. Ragazzi dai 14 ai 24 anni,
vitali e alla moda come i coetanei. Con in più qualcosa che li rende speciali: un cuore
grande così. Perché loro sono i "pionieri" dei pionieri, ossia i primi
volontari che andranno a costituire la nascente componente giovanile della Croce Rossa.
Che mercoledì sera, alla sede di via Castelfidardo, ha dato il via al corso di
formazione. Al quale sono accorsi una ventina di adolescenti, accompagnati da qualche
genitore. Ma che cosa spinge questi ragazzi, che studiano e
lavorano come gli altri, a entrare nella Cri? Quale contributo pensano di poter dare a
questa organizzazione umanitaria e che cosa sperano di ricevere da una simile esperienza?
Lo abbiamo chiesto a loro. Scoprendo che, spesso, sanno essere più maturi degli adulti.
Maria Chiara Paganini ha 17 anni e frequenta il liceo classico
cittadino. Sorride e dice: «Ho saputo del corso in oratorio. Inoltre, qualche mese fa
avevo visto la sfilata del Giubileo della Croce Rossa e l'idea mi era piaciuta un sacco».
Maria Chiara, in quel momento, avrebbe dato chissà cosa per essere maggiorenne e poter
quindi entrare nelle fila della Cri. Ma la fortuna ha voluto che proprio adesso in città
nascesse la componente giovanile, «così adesso potrò aiutare i terremotati, come ho
sempre sperato».
Anna Ghidini invece è più grande. Modellista, con i suoi 24 anni
avrebbe potuto diventare subito crocerossina o volontaria del soccorso. Ma ha preferito
"arruolarsi" tra i pionieri. «Da anni collaboro in chiesa al Buon Gesù di
Olgiate Olona: faccio la prima messa, quella a cui vanno gli anziani - spiega - E ho
visto che, col tempo, per loro sono diventata un'amica: quando mi vedono sono felici.
Penso proprio che questa sia l'opportunità più bella che mi offre la Cri: poter donare
un sorriso agli altri. Magari ai nonni, andandoli a trovare nelle case di riposo».
Dopo di lei si avvicinano tre amiche. Sono tutte diciassettenni e si
chiamano Antonietta Bernardi, Sara Barbiera e Daniela Colombo. Frequentano l'oratorio di
Borsano e, assicurano, non vedono l'ora «di aiutare i bambini in difficoltà». Mentre
Steve Ferrarese, 15 anni studente all'Ipsia, e Samuele Caccia, stessa età ma alunno
dell'Ipc, preferirebbero entrare a far parte della protezione civile della Croce Rossa.
Infine Dario Giovannoni, 16 anni e tanta voglia di rendersi utile al prossimo, tentenna un
attimo. Poi butta lì: «Aiutare il prossimo è bello. Ma anche l'idea di socializzare con
altri ragazzi e ragazze non mi dispiace». E tra i pionieri, ne siamo certi, le occasioni
di fare amicizia non mancheranno.
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