Torna alla
zona sud

E-mail

 

Ore 16.26.13
Giorno
07/06/07
La Cri apre ai giovani
Busto Arsizio - Una ventina di ragazzi della zona si sono "arruolati" nelle fila della componente giovanile della Croce Rossa
Piccoli pionieri crescono

pionieri.jpg (15039 byte)Hanno le mollettine colorate tra i capelli e le scarpe con la zeppa. Ragazzi dai 14 ai 24 anni, vitali e alla moda come i coetanei. Con in più qualcosa che li rende speciali: un cuore grande così. Perché loro sono i "pionieri" dei pionieri, ossia i primi volontari che andranno a costituire la nascente componente giovanile della Croce Rossa. Che mercoledì sera, alla sede di via Castelfidardo, ha dato il via al corso di formazione. Al quale sono accorsi una ventina di adolescenti, accompagnati da qualche genitore.

Ma che cosa spinge questi ragazzi, che studiano e lavorano come gli altri, a entrare nella Cri? Quale contributo pensano di poter dare a questa organizzazione umanitaria e che cosa sperano di ricevere da una simile esperienza? Lo abbiamo chiesto a loro. Scoprendo che, spesso, sanno essere più maturi degli adulti.

Maria Chiara Paganini ha 17 anni e frequenta il liceo classico cittadino. Sorride e dice: «Ho saputo del corso in oratorio. Inoltre, qualche mese fa avevo visto la sfilata del Giubileo della Croce Rossa e l'idea mi era piaciuta un sacco». Maria Chiara, in quel momento, avrebbe dato chissà cosa per essere maggiorenne e poter quindi entrare nelle fila della Cri. Ma la fortuna ha voluto che proprio adesso in città nascesse la componente giovanile, «così adesso potrò aiutare i terremotati, come ho sempre sperato».

Anna Ghidini invece è più grande. Modellista, con i suoi 24 anni avrebbe potuto diventare subito crocerossina o volontaria del soccorso. Ma ha preferito "arruolarsi" tra i pionieri. «Da anni collaboro in chiesa al Buon Gesù di Olgiate Olona: faccio la prima messa, quella a cui vanno gli anziani - spiega -  E ho visto che, col tempo, per loro sono diventata un'amica: quando mi vedono sono felici. Penso proprio che questa sia l'opportunità più bella che mi offre la Cri: poter donare un sorriso agli altri. Magari ai nonni, andandoli a trovare nelle case di riposo».

Dopo di lei si avvicinano tre amiche. Sono tutte diciassettenni e si chiamano Antonietta Bernardi, Sara Barbiera e Daniela Colombo. Frequentano l'oratorio di Borsano e, assicurano, non vedono l'ora «di aiutare i bambini in difficoltà». Mentre Steve Ferrarese, 15 anni studente all'Ipsia, e Samuele Caccia, stessa età ma alunno dell'Ipc, preferirebbero entrare a far parte della protezione civile della Croce Rossa. Infine Dario Giovannoni, 16 anni e tanta voglia di rendersi utile al prossimo, tentenna un attimo. Poi butta lì: «Aiutare il prossimo è bello. Ma anche l'idea di socializzare con altri ragazzi e ragazze non mi dispiace». E tra i pionieri, ne siamo certi, le occasioni di fare amicizia non mancheranno. 

Chiara Milani

Torna all'inizio dell'articolo