| Un doppio incontro ieri a
Castiglione Olona ha ribadito il no al nuovo termodistruttore da parte delle popolazioni
che circondano la frazione di Caronno Corbellaro. Alle
19 il municipio ha accolto la ricostituita riunione del coordinamento dei sindaci della
zona: Alfonso Minonzio di Gazzada Schianno, Sergio Luini di Lozza, Andrea Larghi di
Vedano, Mariolina Ciantìa di Venegono Superiore, Emilio Cremona di Venegono Superiore,
Vito Bagnolati di Gornate Olona ed Emilio De Bernardi. Un
coordinamento agguerrito, che ha già predisposto in tempi passati reazioni di tipo
giuridico alla ventilata ipotesi di ubicazione del termodistruttore e che, ora che
l'ipotesi si fa più concreta, hanno predisposto anche iniziative di tipo informativo:
"Per quanto riguarda le iniziative di tipo giuridico, la delibera di Giunta che ha
riaperto il caso Caronno Corbellaro è solo la riapertura di un procedimento, ma la
decisione spetta al Consiglio provinciale, che poi passerà la parola alla Regione"
spiega Giorgio Luini, sindaco di castiglione Olona e ospite dell'incontro "Ora quindi
è il momento di invitare i cittadini a fare riferimento ai consiglieri provinciali eletti
in zona per interpellarli e chiedere loro cosa voteranno. Noi, da parte nostra, ci
impegneremo a rendere noto quali saranno state le loro posizioni in consiglio provinciale,
così che poi la popolazione possa trarre le debite conseguenze".
Questo è il momento delle persone quindi, dei comitati spontanei
che si ribellano all'ipotesi del termodistruttore. Uno degli incontri di questi comitati
è avvenuto due ore dopo, alle 21: in una sala con oltre 100 persone, dove l'accordo era
già scritto: "Il termodistruttore non si deve fare".
"Sono cinque anni che i comitati perseguono l'alternativa al
termodistruttore" ha spiegato l'assessore all'ecologia di Castiglione Olona Marino
Battaglin, ospite dell'assemblea pubblica di ieri sera "La gente questo
impianto non lo vuole, e per chiedere alla provincia di rinunciarci ha presentato fior di
documentazione che offre delle alternative altrettanto valide con costi più bassi e una
maggiore tutela dell'ambiente. hanno fatto tutto il necessario per cercare di
"stoppare" la situazione. E invece ora pare che il termodistruttore si farà:
nell'assemblea erano, logicamente, arrabbiati, e fortemente motivati a fare di tutto per
coinvolgere il resto della popolazione".
Chi si è battuto in tutti questi anni ha certamente ancora forza da
spendere per questi ultimi tentativi in consiglio provinciale: ma il vero nemico da
combattere è, a dire il vero, il silenzio.
"La tendenza delle persone è quella di rassegnarsi, ma non
bisogna farlo: solo quando il progetto del termodistruttore sarà portato in Regione, la
situazione sarà più fuori del controllo dei singoli cittadini. - ha concluso il sindaco
Luini - Il livello provinciale invece è a portata di singolo cittadino, che può e deve
chiedere conto, al consigliere che lui stesso ha eletto, delle sue scelte in consiglio
provinciale".
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