"Abbiamo fatto i salti mortali per velocizzare la trafila burocratica e
avere quanto prima tutti i sacchetti di sabbia necessari ad arginare la piena. Ma se non
riusciamo ad avere informazioni precise in tempo adeguato rischiamo di prendere decisioni
sbagliate". Per il sindaco di Lonate Pozzolo, Giovanni Canziani (nelle due
foto mentre si trova vicino alla diga creata in via Alzaia con i sacchi di sabbia),
i problemi sembrano non finire proprio mai. Non bastavano, infatti, le grane legate a
Malpensa 2000. Adesso a infierire sugli abitanti della zona ci si è messo pure il Ticino.
"Riconosco e sottolineo l'impegno di alcune persone
della prefettura - prosegue il primo cittadino lonatese - Ma ci erano giunte notizie che
la diga Minorina era già stata completamente aperta quattro giorni fa. Invece, stanotte
è arrivata un'ondata che ha innalzato il livello dell'acqua di 15 centimetri. Segno che
la diga non era stata ancora aperta del tutto". Come a dire che la carenza di dati
che rischia di costare molto caro ai lonatesi.
Stivali di plastica
e k-way, Canziani è da tre giorni in prima linea. Un impegno per il quale molti abitanti
di via Alzaia continuano a ringraziare lui e tutte le persone accorse sul luogo. Che sono
davvero tante. "Qui ci sono vigili del fuoco, carabinieri, polizia municipale -
illustra il sindaco - Ma anche la protezione civile locale, oltre a quelle di Cardano e
Dairago e al gruppo di militari dell'Arma in pensione di Cassano". Una task-force di
soccorritori indaffaratissima.
"Io sono stato eletto nel '95, quindi non so
esattamente che cosa sia successo in occasione la piena di due anni prima - prosegue
Canziani - Comunque, quanto prima bisognerà mettere in cantiere una serie di interventi
per arginari i danni in simili frangenti". Contrario alla cementificazione delle
sponde, "che spesso causa più problemi che altro", il primo cittadino lonatese
trova comunque indispensabile realizzare una protezione lungo gli argini del Ticino. Oltre
a una bocchetta dove collegare immediatamente la pompa idrovora in caso di un nuovo
straripamento. "Oggi abbiamo dovuto scavare una buca nella terra per collegarla -
conclude il sindaco - Ma non bisognerebbe perdere tutto questo tempo". Prevenzione e
tempestività, insomma, restano i due alleati più preziosi contro la furia del maltempo.
E del Ticino.
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