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Ore 16.26.02
Giorno
07/06/07
Busto Arsizio - Appello del Comitato ecologico inceneritore e ambiente alle autorità cittadine affinché facciano sentire la propria voce a tutela del territorio
Borsano: "Basta con lo scaricabarile, ognuno pensi a smaltire i suoi rifiuti"

ciminierenuove.jpg (13343 byte)Il Nord della provincia smaltisca i suoi rifiuti come e dove vuole. Ma non pensi di portarli a Sud. Questo, in sintesi, il pensiero del Comitato ecologico inceneritore e ambiente. Che, dopo giorni e giorni di polemiche sulla scelta della giunta provinciale di costruire un inceneritore a Caronno Corbellaro, entra in spaccata nel dibattito. Con il solo scopo di tutelare un territorio, quello di Busto Arsizio, che alla causa dell'eliminazione degli scarti ha già dato tanto. Anzi, «troppo».

«Noi non parteggiamo per la scelta di costruire un termodistruttore anziché di optare per un altro tipo di smaltimento dei rifiuti, né ci siamo mai permessi di suggerire un luogo dell'Alto Varesotto dove realizzare il forno - spiega il portavoce del comitato di Borsano, Alessandro Barbaglia - Diciamo soltanto che è un problema che devono risolvere i paesi del bacino B2, in totale autonomia. Lasciando in pace chi, come noi, da anni si è attrezzato per eliminare il contenuto delle proprie pattumiere».

Il messaggio, insomma, è chiaro. All'inceneritore Accam (nella foto le ciminiere nuove) bastano e avanzano i Comuni del Basso Varesotto. E, soprattutto, le strade cittadine non potrebbero reggere altri camion carichi di spazzatura. «E' assurdo pensare di aumentare ancora il carico di traffico sulla nostra circolazione, mandando qui tutti i rifiuti - incalza Barbaglia - E quindi non si deve cercare di risolvere il problema del Nord della provincia giocando a scaricabarile. Questo, infatti, è un modo sbagliato, ipocrita e subdolo. Mentre serve un po' di ragionevolezza da parte di tutti, laici e religiosi».

Di qui l'accorato appello alle autorità locali. Affinché, «come ha già fatto con autorevolezza il sindaco Gianfranco Tosi, prendano una posizione decisa a tutela del nostro territorio, già duramente provato».

Chiara Milani

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