| Lettera aperta ai consiglieri
di maggioranza del Consiglio Provinciale di Varese e p. c. ai consiglieri di minoranza
Invito alla riflessione:
Con stupore la cittadinanza della provincia di Varese ha appreso
l'annuncio della individuazione del luogo dove dovrebbe essere costruito l'inceneritore
per il secondo bacino di raccolta dei rifiuti.
Lo stupore è generato dalla pervicace intenzione di giungere ad un obiettivo, costi
qualunque sacrificio e con gravi segni di premeditazione: il Piano Rifiuti della Provincia
di Varese, infatti, è partito nel 1995 con l'applicazione parziale della Legge regionale
21/93 forzando i parametri: 1600 t/giorno da bruciare (con proposta di questo tetto come
guadagno ottimale del rendimento degli impianti e chiara intenzione di importazione di
rifiuti). Ridotto il quantitativo a 800 t/giorno per consiglio regionale è affiorata
tutta una serie di controindicazioni:
1. l'impianto di Busto Arsizio (Borsano) è più che sufficiente per
la Provincia di Varese per l'aumento della quota riciclata (40%) e il superamento di
resistenze provinciali (sic!!) al compostaggio (30%) con la costruzione di tre impianti a
Gemonio, in via Valcuvia e Cassano Magnago;
2. la Regione sembra intenzionata ad avocare a sé la gestione di questi impianti
togliendo l'autosufficienza alle Province (modifica Legge Reg. 21/93);
3. detta modifica della Legge regionale 21/93, per recepimento del Decreto Ronchi deve
essere considerata la prima strada da percorrere, abbassando a monte la produzione di
imballaggi e quindi ridurre la produzione di rifiuti (specie industriali) in aumento in
Provincia di Varese in questo anno;
4. la Svizzera (Canton Ticino) sta rivedendo la politica di incenerimento e di recupero
energetico fermando l'attività dei forni a Karlshrue e Giubiasco e prevedendo
un'esportazione dei rifiuti a partire dal 2002, la cui destinazione sembra delinearsi
proprio ora! Sono state riviste, inoltre, le concessioni fatte alla Termoselect per i dati
di inquinamento, ne vanno molto bene i dati di Agno e Zurigo.
L'Enca per i forni italiani a cui dà la concessione di servizio parla di parametri da
abbassare, ma in ogni caso li considera cancerogeni sempre. Non sono mai un bene, ma solo
un minor male e un rischio minimo (come una guerra che si perde sempre!).
Noi non vi inviteremo ora a considerare l'impatto ambientale,
l'incongrua presenza dell'impianto in una zona (l'ultima rimasta a Castiglione) circondata
da zone industriali come quella di Gornate Olona a sud, Vedano Olona a nord e quella della
Mazzucchelli ed Eve a valle, perché quando si presentavano questi argomenti durante le
sedute molti di Voi erano disattenti, ciarlieri e pronti solo a votare ogni volta, alla
fine, all'unanimità. Presente a volte anche una divisa minoranza, per citare le uniche
astensioni. È, in pratica, la storia della qualità delle sedute consiliari viste da chi
la ha seguite nei cinque anni trascorsi su questi argomenti. La Vostra monolitica
compattezza ha sempre urtato una sensibilità popolare per l'apparente assenza di
qualunque segno di riflessione su questi problemi fondamentali. Vi invitiamo con la
presente a riflettere su questi ulteriori punti:
- la salute già duramente segnata in zona da malattie professionali;
- l'ambiente incontaminato da tutelare;
Caro consigliere, eletto dai cittadini, non pensi che tra qualche anno, molti potrebbero
venire da te per chiedere di rendere conto del potere che ti è stato dato e che tu hai o
stai per esercitare in un modo a dire incosciente è poco?
Tutti i dati oggettivi e soggettivi (e non sono i più importanti elencati) sono a favore
di un dialogo e di un ripensamento della questione essendo, tra il resto, scaduto il Piano
Provinciale Rifiuti. Sempre che non si stia cercando anche qui, come per il Piano Cave
(vedi stralcio di Saltrio), di far passare un provvedimento in tutta fretta per paura di
una corretta legislazione regionale.
La provincia di Varese con un inceneritore in meno non diventa di serie B, anzi insegnerà
alla Lombardia cosa sa fare il lavoro e l'intelligenza di chi non vuole asservire le
proprie scelte a pressioni interne e men che sia straniere.
Non ne abbiano a male i cittadini di Borsano affetti da sindrome "NIMBI" (dalla
traduzione di un assioma anglosassone: hanno sporcato il mio orto e devono sporcare anche
il tuo). Bisognerà lottare e studiare perché scompaia anche il loro forno. Intanto a un
male non aggiungiamone uno peggiore.
In vista dei prossimi appuntamenti consiliari Vi ringraziamo dell'attenzione e confidiamo
in un evolversi della situazione a favore di una Vostra responsabile scelta.
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