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Ore 16.26.26
Giorno
07/06/07
"Ma il territorio sarà salvaguardato"
Gallarate - La Giunta presenta un progetto per la variante sulla 336. Entro l'aprile 2001 la decisione definitiva
Business park sì, centri commerciali forse

336.jpg (16028 byte)A cosa serve un nuovo insediamento di un milione e quattrocentomila metri quadri sull'asse della strada statale 336 per Malpensa? E' la domanda che si fanno molti gallaratesi, dopo anni di discussioni sul problema. L'assessore all'urbanistica Nicola Mucci ha provato a rispondere presentando, mercoledì, in Commissione Territorio, un progetto che dà gli indirizzi generali per la variante.

Ecco l'obiettivo: dotare Gallarate di una zona business che dia lavoro e attragga capitali da Malpensa; alberghi, centri congressi, uffici direzionali, servizi alle imprese. Un matrimonio d'intenti, in pratica, con il progetto che l'Università di Castellanza presentò a giugno in sala Broletto durante un convegno sul tema business park.

Ma, oltre a questo, Nicola Mucci auspica anche una riqualificazione della zona, giudicata in questo momento degradata. L'Asse a Sud di Gallarate, nella zona di Madonna in Campagna, viene definito in stato abbandono. E allora, ecco le contromisure: edificazioni raggruppate solo in alcuni punti, verde attrezzato tutto intorno e salvaguardia di una fascia verde tra Busto e Gallarate.

I numeri: una superficie edificabile di 1.250.000 metri quadri per 950.000 metri cubi.

E poi il nodo che interessa soprattutto il commercio locale. Ci saranno nuovi centri commerciali? Mistero. L'unica cosa certa é che solo 15% dell'edificabile potrà essere destinato a questo scopo. E dovrà essere prevalentemente oggetto di spostamento da Gallarate stessa. Niente speculazioni da fuori città quindi? Piano. Il bacino a cui si riferisce l'assessore Mucci non é solo quello cittadino, ma quello dell'intero "comparto" stabilito dalla normativa regionale, che comprende anche Busto Arsizio e Cassano Magnago. Anche se ci sarà un occhio di riguardo per gli imprenditori della città dei due galli.

Questo é quanto. Ora toccherà ai tecnici mettere mano alla definizione precisa del dove, come e quando. A proposito di tempi, una scadenza sicura esiste: aprile 2001. Se la variante non verrà definita per quell'epoca la Regione avocherà a sé tutta la partita, come stabilito nel Piano d'area. Ma secondo l'assessore entro marzo verrà fatto tutto.

In definitiva, la variante sulla 336 é cosa buona o no? Le opinioni di Nicola Mucci le abbiamo sentite, quelle degli ambientalisti invece, sono negative a causa dell'ennesima opera di cementificazione. Dalle organizzazioni economiche si segnala la positività di un centro di sviluppo economico. L'Ascom per ora tace. La verità é che i commercianti vedono come fumo negli occhi il progetto ma per ora vogliono capire se riusciranno ad ottenere almeno qualche cosa in cambio. La lotta a viso aperto, oramai, é fortemente sconsigliata.

Roberto Rotondo

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