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Ore 16.26.02
Giorno
07/06/07
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La lettera di Aldo Morniroli risponde a una richiesta di chiarimenti inoltrata pubblicamente dal presidente del comitato Rifiutiamoci Ambrogio Filippini il 17 settembre.  Nei link trovate tutti gli ultimi documenti sulla questione, prodotti sia dal Comune che dal comitato.

Riceviamo e pubblichiamo

Mi preme rispondere alla sua del 17 settembre 2000 soprattutto per chiarirle ulteriormente alcuni suoi dubbi circa la corretta applicazione della tariffa, in particolare quelli inerenti la parte finanziaria. Nonostante il colloquio verbale che il sottoscritto ha avuto con lei, e con alcuni rappresentanti del comitato, noto delle sue deficienze informative sulla materia e sul regolamento che la disciplina.

La tariffa rifiuti nasce con l'approvazione dell'apposito regolamento, che si rende concreto in termini economici con il piano finanziario approvato dal consiglio comunale il 29 febbraio 2000 con deliberazione numero 21.
Le entrate previste sono state stimate in lire 2.766.553.272. Da tale importo vengono dedotti lire 31.000.000 e lire 128.000.000 derivanti da entrate per servizi vari e dalla vendita dei prodotti raccolti in modo differenziato. L'importo rimanente risulta pertanto essere di lire 2.607.553.272. Preso atto che la copertura del servizio è stata approvata nella misura del 98,25%, si ottiene che le entrate provenienti dai contribuenti sono determinate in lire 2.561.921.090. (Il 98,25% di lire 2.607.553.272).
Da tale importo è detratto quello previsto per lo smaltimento degli R.S.U. e degli ingombranti previsti nel secondo semestre, rispettivamente lire 466.476.000 e lire 65.063.000. Rimane pertanto un importo di lire 2.030.382.090 sul quale viene calcolata la parte fissa e, per i primi sei mesi dell'anno, la parte variabile. Questo importo viene addebitato nella misura del 63% alle utenze domestiche e nel rimanente 37% alle utenze non domestiche. Tali percentuali sono state desunte analizzando gli importi pagati dalle due categorie con il vecchio sistema TARSU.

Per la parte variabile, utenze domestiche, sono stati utilizzati i coefficienti minimi previsti dalla legge. Utilizzando i coefficienti massimi, come da lei proposto, si otterrebbe una tariffa più alta del 9% per i nuclei composta da una persona ed una più bassa di circa il 5% per quelli composti da 6 o più persone. Queste sono scelte opinabili che però devono prendere in considerazione il fatto che i nuclei familiari di una persona, quelli per i quali la Lega Nord ha sempre avuto un particolare attenzione, sono il 20% del totale dei nuclei familiari mentre quelli di 6 o più persone sono meno del 2%.

Questa è una semplice ma doverosa precisazione per una sua ulteriore e più approfondita valutazione dei parametri richiesti per l'applicazione della tariffa. Utilizzando i coefficienti da lei proposti, inoltre, si otterrebbe che anche i nuclei familiari composti da 4 persone, circa il 21% del totale, pagherebbero più di quanto è stato previsto dall'amministrazione comunale.

Da una lettura del regolamento approvato dal consiglio comunale, e come già spiegatole nel corso dell'incontro già precedentemente menzionato, è impossibile per l'Azienda Speciale Servizi Comunali (A.S.S.C.) introitare più soldi di quanto costa il servizio. La sua domanda di come saranno utilizzati i soldi incassati con la vendita in più dei sacchi, è completamente priva di fondamento e fuorviante di una corretta informazione nei confronti degli appartenenti al comitato ma evidentemente anche per tutti i contribuenti. Nell'articolo 4 e nell'articolo 5 del regolamento, infatti, è ben chiaro che il costo dei sacchi deriva da un'operazione matematica e per la quale la sua supposizione risulta totalmente priva di qualsiasi fondamento. Mi ripeto nella spiegazione, con un concetto diverso ed il più semplice possibile, affinché possa meglio comprendere il meccanismo contabile.
A) = Spese che il gestore del servizio (A.S.S.C.) sostiene per raccogliere, trasportare e smaltire i rifiuti contenuti nei sacchi
B) = Sacchi distribuiti
Il costo del sacco deriva da tale operazione : A diviso B.
Considerato che A è di lire 466.476.000 ed ipotizzando che B sia di 125.000, si avrebbe 466.476.000 diviso 125.000, ovvero lire 3.731. Costo del singolo sacco.
Supponendo che i sacchi utilizzati, anziché essere 125.000, siano per esempio 160.000, si avrebbe 466.476.000 diviso 160.000, ovvero lire 2.915. Costo del singolo sacco. Ipotizzando che il costo del servizio sia di lire 350.000.000 ed il numero dei sacchi distribuiti 125.000, si avrebbe 350.000.000 diviso 125.000 ovvero lire 2.800. Costo del singolo sacco. Come può notare il costo del sacco non è fisso, varia in funzione dei due fattori sopra riportati. Risulta pertanto evidente che non è possibile per l'A.S.S.C. introitare più soldi di quelli che spende per effettuare il servizio.

Ritenendo di essere stato chiaro in tutte le sue osservazioni sulla parte contabile della tariffa, mi auguro che lei, quale coordinatore, possa chiarire agli aderenti del comitato tali meccanismi ed evitare di divulgare informazioni errate che possano creare solo ed unicamente confusione nei confronti non solo degli aderenti al comitato da lei rappresentato, ma della popolazione intera.

Aldo Morniroli
Capogruppo Lega nord

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