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Ore 16.26.29
Giorno
07/06/07
Il nuovo sito del comune di Saronno
Saronno - Alla fiera molti stand tradizionali, poche le società che operano sul web. Ma insieme ad Internet c' è anche lo scetticismo 
New economy sì, però...

La fiera di Saronno ricomincia da zero dopo vent'anni di assenza. Oltre centoquaranta standisti, quasi tutti commercianti e artigiani della zona, hanno portato i loro prodotti  e servizi  nella grande vetrina di via Primo Maggio.  Promossa dalla delegazione di Saronno dell'Associazione artigiani e dall'Associazione commercianti, la fiera ha come suo primo obiettivo proprio quello di mettere in mostra il territorio e le sue aziende. E così è, perché aggirandosi tra gli stand si può trovare di tutto: dalle salamelle, alla biancheria da corredo, dai  climatizzatori, ai caminetti. Insomma un bel bazar, ricco e colorato. Tra questi ci sono anche i provider e le società che forniscono servizi in internet, non molte in verità,  ma abbastanza per dare la sensazione di una società in cambiamento. 

Si coglie  però una contraddizione nelle affermazioni dei promotori che, se da una parte ribadiscono l'importanza della presenza delle professioni generate dalla new economy e dalle nuove tecnologie, dall'altra affermano che la fiera è una "vetrina reale e non virtuale, attraverso la quale tutti potranno rendersi conto di come Saronno sia una città viva, fiorente". In questa affermazione si coglie tutto lo scetticismo nei confronti della Rete e di Internet, come se il reale e il virtuale fossero antitetici e in conflitto, come se il vero dualismo fosse tra reale e virtuale. Non si coglie invece il fatto che se in questa fiera c'è un pizzico di Know how, questo è portato proprio dalle società che hanno investito nella Rete e sulle sue potenzialità. L'ulteriore contraddizione è il fatto che il comune di Saronno, patrocinatore della kermesse, ha presentato proprio in questi giorni il suo nuovo sito, anzi portale, vista la dimensione dell'opera.  Interattivo al punto che avrà senz'altro una pesante e positiva ricaduta sulla vita reale e non virtuale dei cittadini, che decideranno di avvicinarsi a Internet. 

Il doppio messaggio sulla Rete, che spesso proprio le associazioni di categoria rimandano all'esterno, è il segno dell'impreparazione a cogliere la vera sfida dei nuovi tempi. Non si tratta solo di una questione psicologica, di resistenza al cambiamento, ma di una presa di posizione voluta, che ha a che fare con il potere. Le nuove tecnologie mettono in discussione ciò che noi sappiamo, ci costringono ad uno scarto culturale che non solo costa fatica, ma che ci obbliga a ridefinire il nostro spazio di azione. Se la preoccupazione è quella di perdere delle posizioni ormai consolidate, sia economiche che politiche, la diffidenza verso il web e questa ambiguità non preserveranno nessuno, anzi accelereranno - com'è già avvenuto in passato con l'avvento di nuovi media - ancor più il processo di distacco e di perdita. 
Il vero dualismo non è dunque  tra virtuale e reale, ma tra chi vuole realmente il cambiamento e chi fa finta di volerlo.

Michele Mancino

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