Riceviamo
e pubblichiamo da Legambiente
Assessore al verde prof. Luciana Ruffinelli
e Assessore al territorio arch. Angelo Ottolina Gentili
assessori, in seguito a segnalazioni di cittadini che hanno fatto propria la campagna di
Legambiente Busto Arsizio SOS Giardini siamo andati a verificare il taglio di sette olmi
siti nel terreno comunale di via Crispi 14. Le piante ultracinquantenni necessitavano di
potatura e di un trattamento contro gli insetti che infestavano le loro foglie ma
certamente non il loro inconsulto abbattimento. Un abitante nelle case attigue agli alberi
si chiedeva e ci chiedeva con una metafora se per curare una ferita su un braccio era
necessaria l'amputazione dell'intero arto. L'impresa che ha effettuato la soppressione
degli olmi nei primi giorni d'agosto ha eseguito le operazioni per conto del comune di
Busto Arsizio. Per il taglio di piante di grosse dimensioni, i cittadini di Busto sono
giustamente vincolati a chiedere l'autorizzazione da parte del comune: perché le stesse
regole non valgono quando è il comune in prima persona che effettua gli stessi
interventi? Quando vennero abbattuti tra tante polemiche gli aceri di piazza san Michele,
Legambiente chiese copia delle perizie agronomiche che dovevano certificare il dichiarato
stato di malattia degli alberi; la risposta scritta del comune di Busto Arsizio fu che non
esistevano perizie sulle essenze. Anche ora non risulta che sia stato interpellato
l'ufficio del verde, né che siano state effettuate perizie agronomiche da parte di
quest'ultimo sullo stato delle essenze in questione. Chi ha dato l'autorizzazione al
taglio immotivato degli olmi di via Crispi?
Legambiente Busto Arsizio chiede agli spettabili assessori che venga
fatta chiarezza e che vengano individuate le responsabilità su questo anomalo stato delle
cose, certi che esista parità di diritti/doveri per tutti i cittadini. Siamo convinti che
la vostra passione per il patrimonio arboreo della città di Busto Arsizio porti ad una
maggiore definizione delle competenze all'interno degli uffici comunali e ad un più
attento monitoraggio delle specie vegetali.
Il presidente di Legambiente
Stefano Marcora
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