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Ore 16.26.42
Giorno
07/06/07
Mornago - Un pasticciere é stato vessato per un mese da due delinquenti che lamentavano il mancato guadagno del videogioco
Sotto il gioco degli estorsori per una macchinetta videopoker

macchinette.jpg (22945 byte)Doveva essere un modo per incrementare i guadagni della sua pasticceria, invece si é tramutata in una grossa grana. L'installazione di una macchinetta videopoker, ha procurato un bel po' di guai a un pasticciere di Mornago. Una vicenda conclusasi con l'arresto dei due fornitori della macchinetta, in realtà due estorsori, dopo una serie ripetuta di percosse e minacce.

Tutto é cominciato verso la metà di settembre. Nel negozio-laboratorio al centro del paesino si presentano due uomini, S. Q. di 37 anni e G.E. di 42, entrambi di Casale Litta e, si scoprirà in seguito, ex pregiudicati. I due propongono l'installazione di una macchinetta videopoker. Costo zero, guadagno assicurato. Da dividere in percentuali diverse tra i titolari dell'aggeggio e il gestore della pasticceria. Ma la transazione era in realtà solo una scusa per agganciare l'ignaro esercente. Cominciano infatti le richieste di soldi. Prima qualche centinaio di mila lire, poi cifre più consistenti: un milione, un milione e mezzo. Il tutto con la scusa del mancato guadagno di quella macchinetta videopoker, che, a quanto pare, non riscuoteva molto successo. L'esercente propone di restuirla, ma il gioco oramai é fatto.

I due non scherzano. Volano gli avvertimenti. "Ti facciamo saltare il locale" gli dicono, lanciano sinistre profezie sul futuro dei suoi familiari. Poi passano alle mani: calci, pugni, sberloni. Alla fine il negoziante decide di parlare. E così é scattata l'operazione dei carabinieri di Mornago, in collaborazione con il nucleo operativo radio mobile di Gallarate. Giovedì 19 ottobre i due ceffi entrano nel locale, decisi a riscuotere il pizzo: un milione. L'uomo consegna loro il denaro, ma in quel momento si materializzano davanti ai due i carabinieri. Colti con le mani nel sacco, gli estorsori sono stati immediatamente arrestati e tradotti in carcere. 

R.R.

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