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Ore 16.26.08
Giorno
07/06/07
Castellanza - Presentata oggi alla Liuc un'interessante indagine sui comportamenti degli studenti verso il tabacco. Ma l'incontro ha richiamato pochi giovani. Bacchettate ai docenti "indisciplinati"
Campagna anti-fumo, vince l'indifferenza

L'indagine presentata oggi alla Liuc parla chiaro: uno dei nemici più grandi della campagna di sensibilizzazione in tema di fumo passivo è proprio la "passività" dei non fumatori. Da intendersi come indifferenza verso un problema verso cui molti sono critici solo a parole. E, purtroppo, una riprova evidente di questo atteggiamento si è avuta giusto questo pomeriggio, in occasione della presentazione dello studio sui comportamenti degli studenti in merito al tabacco. 

Poche, troppo poche le sedie occupate dagli oltre settecento giovani dell'università Cattaneo. Che, tra l'altro, in aprile sono stati tutti coinvolti in prima persona, tramite la compilazione di un questionario di 77 domande. Eppure, oggi, anche l'arrivo dei soliti ritardatari non è bastato a riempire una platea desolatamente semivuota. Il tutto a fronte di relatori di richiamo (nella foto): dal rettore Francesco Silva al sociologo Bruno Guglielminotti, dal responsabile dell'Osservatorio sul Tabacco Carlomaria Cis al responsabile dell'Osservatorio dell'Istituto superiore di Sanità Piergiorgio Zuccaro. Oltre, naturalmente, a Matteo Conti, rappresentante degli studenti nel consiglio d'amministrazione della Liuc, nonché autore dell'indagine.

Una ricerca preziosa, che ha avuto come spunto uno studio sociologico condotto in un liceo di Biella e che è stata realizzata grazie alla collaborazione dell'Università e dell'Osservatorio sul tabacco. A cui si sono aggiunti i patrocini delle sezioni di Milano e Varese della Lega italiana per la lotta contro i tumori e del Gruppo giovani imprenditori della Provincia di Varese. Proprio Vittorio Colombo, funzionario dell'Univa che ha seguito la vicenda per il Gruppo giovani, spiega che «questa pubblicazione verrà ora diffusa, oltre che all'interno della Liuc, in occasione dell'Orientagiovani che si terrà a novembre a Ville Ponti di Varese». Senza contare le copie che verranno date al Provveditorato agli Studi, con lo scopo di essere distribuite nelle scuole superiori della provincia. 

«La nostra iniziativa - spiega Conti - si è mossa dall'assunto che le regole esistenti spesso vengono disattese perché non condivise. Perciò l'idea è stata quella di provare a creare, attraverso la parola e il coinvolgimento, quel consenso indispensabile per ottenere qualsiasi risultato». Puritana volontà repressiva o desiderio di scatenare una guerra ideologica tra fumatori e non fumatori? «Assolutamente no - risponde il promotore dell'iniziativa - La ragione è molto più importante: aiutare certi nostri colleghi che a causa di alcune patologie all'apparato respiratorio soffrono fortemente il fumo passivo». 

Una bacchettata che colpisce nel vivo anche i professori. «Abbiamo amaramente rilevato - conclude infatti Conti nella sua relazione - che la stragrande maggioranza dei docenti che fuma assume un comportamento alquanto scorretto rispetto sia al ruolo sia al contesto. Una scorrettezza che arriva in taluni casi a livelli per cui molti di loro fumano indisturbati nelle aule durante le lezioni e le sessioni d'esame».  

Attenzione, però. Guai a pensare che quella della Liuc sia una popolazione di accaniti fumatori. A sottolinearlo ci pensa il rettore Silva. Il quale spiega come, nella sua Università, la percentuale di chi consuma sigarette rispecchi assolutamente la media nazionale. Allo stesso modo in cui l'assenza in massa da parte degli studenti all'incontro odierno non sarebbe da considerare un'eccezione. «Oggi i ragazzi sono concentrati sullo studio, sugli esami - conclude - E' un problema di orizzonti temporali. Alla salute credono di poterci pensare un domani». Una lezione, questa, che evidentemente devono ancora imparare. 

Chiara Milani

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