"Un Paese democratico come l'Italia non
dovrebbe fare lo sbaglio di insorgere di fronte alle altre religioni - spiega il
marocchino - Purtroppo, però, quanto accaduto a Lodi è abbastanza eloquente per capire
la mentalità che ancora caratterizza molti cittadini. E, soprattutto, numerosi leghisti.
Perciò, visto che noi siamo in una città gestita dal Carroccio, quest'anno non intendo
nemmeno provare a chiedere un luogo di preghiera per il nostro mese sacro".
Lo scoraggiamento, dunque, è grande. E, purtroppo, è peggiorato dalla consapevolezza
che, nei paraggi, l'accoglienza non è affatto migliore. "Con l'amministrazione Tosi
i rapporti non sono mai stati idilliaci - aggiunge infatti Alabdellaoui - Motivo per cui
l'anno scorso mi sono rivolto anche ai Comuni di Castellanza e Olgiate. Ma neppure da loro
ho avuto risposta". Così, il presidente invita gli islamici della zona a rivolgersi
a Cedrate, Gorla Minore, Varese e Novara. Dove, da anni, ci sono alcuni luoghi adibiti a
moschea.
Raccomandazioni fatte per tempo, visto che all'inizio del Ramadan manca ancora più di
un mese. "Almeno la gente non si troverà all'ultimo minuto a cercare un luogo di
preghiera", spiega il maghrebino. Che ricorda come, durante il mese sacro dell'Islam,
i musulmani siano tenuti a digiunare e ad astenersi dai rapporti sessuali dall'alba al
tramonto. Oltre, naturalmente, a pregare più volte al giorno rivolti verso la Mecca.