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Ore 16.26.15
Giorno
07/06/07
Busto Arsizio - Ieri sera al Museo del Tessile una provocatoria tavola rotonda sulle prospettive di sviluppo per la zona a Sud della provincia di Varese
Busto si scopre area metropolitana

museodeltessile.jpg (10723 byte)Provocatoria. Fin dal titolo e per stessa ammissione del sindaco Gianfranco Tosi. Che, parlando della tavola rotonda di ieri sera al Museo del Tessile (nella foto), ha commentato: «E' la prima volta che, a proposito di Busto, viene sancita in modo ufficiale la definizione di "area metropolitana"». E difatti il nome dato all'incontro, organizzato dall'assessorato alle Relazioni in collaborazione con l'Ordine degli architetti di Varese, è stato proprio "Prospettive per l'area metropolitana a Sud della provincia di Varese". «L'auspicio di tale titolo è che s'incominci finalmente a considerare una realtà di fatto finora trascurata - ha spiegato Tosi - Ossia, l'assoluta omogeneità socio-economica di questa zona, che ora potremmo definire area di Malpensa, superando le tradizionali etichettature di Altomilanese, Basso Varesotto o Seprio».

Un discorso, quello del sindaco, che ha spezzato una bella lancia a favore della provincia bustocca. E che ha trovato riscontro anche nelle parole dell'assessore alle Relazioni, Luciana Ruffinelli, sulla necessità di trovare risposte adeguate a temi «irrinunciabili e ormai non più procrastinabili».

Punti illustrati a una platea di una settantina di persone dal moderatore Stefano Castiglioni, presidente dell'Ordine degli architetti della provincia di Varese, e dagli altri tre relatori della serata. «Sull'onda di Malpensa 2000 (nella foto sotto, una panoramica), Busto si trova e si troverà sempre più nella posizione di crocevia della rete stradale regionale e dell'alta velocità ferroviaria - ha spiegato Castiglioni - Il tutto in un'ottica non solo nazionale, ma anche e soprattutto europea».

panoramica.jpg (27906 byte)E proprio sulla scorta di queste premesse, il presidente della commissione Territorio dell'Ordine degli architetti di Varese ha sottolineato l'importanza di inziare a costruire «una cultura di collaborazione strategica, che tenga conto sia della vocazione infrastrutturale sia dei rapporti economici di produzione che legano le città intorno all'hub della brughiera». Intervento concluso con un monito ben preciso. «Bisogna svegliarsi, affinché tutte le condizioni positive di partenza non cedano dal punto di vista della capacità progettuale».

Un invito al gioco di squadra è arrivato anche da Luciano Minotti, direttore del Centro piano intercomunale milanese. Il quale, pur non nascondendo che Malpensa 2000 è ancora un «problema aperto con molte luci e altrettante ombre», ha ricordato la posizione strategica di città come Busto: «Abbastanza vicine per cogliere i benefici portati dall'aeroporto, abbastanza lontane per non subirne direttamente le ripercussioni ambientali». Il tutto senza perdere di vista due problematiche fondamentali: l'ambiente e le infrastrutture. Secondo Minotti, infatti, il primo punto va salvaguardato ricordandosi che «lo sviluppo si gioca sul ridisegno della città che c'è e non sacrificando altre aree verdi». Mentre, per quanto concerne le infrastrutture, la partita è duplice. Da un lato il trasporto ferroviario, per il quale l'architetto consiglia di tenere sotto controllo soprattutto le scelte inerenti la nuova linea Lugano-Milano del Gottardo. Dall'altro le strade, «delle quali ne abbiamo ancora bisogno, eccome, per un sistema di trasferimenti che non graviti solo su Milano e per creare un'accessibilità all'aeroporto anche da Sud».

L'intervento conclusivo è spettato poi a Massimo Giuliani, presidente della sezione lombarda dell'Istituto nazionale di Urbanistica. A lui il compito di sottolineare l'inadeguatezza degli attuali strumenti di pianificazione dello sviluppo urbano. «L'impostazione garantista legata ai piani regolatori ci ha fatto finire in un reticolo di difficoltà e lungaggini». Mentre, secondo Giuliani, la pianificazione dovrebbe essere impostata come elemento di integrazione tra le diverse politiche urbane.    

Chiara Milani

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