| All'istituzione della nuova provincia non si rinuncia. Né oggi
né mai. Lo ha riaffermato a gran voce il consiglio comunale. Che ieri sera ha respinto la
proposta del consigliere Walter Picco Bellazzi del Ppi di revocare la delibera del '96 in cui si
parlava appunto di questo progetto. Ma non solo. Perché con i voti di Forza Italia e Lega é stato invece approvato l'ordine del giorno proposto
dall'azzurro Gianfranco Bottini per rilanciare l'iniziativa. Ripartendo, questa volta, da
una serie di incontri con le amministrazioni più significative della zona. Ossia,
presumibilmente, Gallarate, Castellanza, Saronno e Legnano (nella foto il sindaco Tosi).
Proprio la nuova apertura manifestata da quest'ultimo
Comune - che, dopo avere in un primo tempo appoggiato la provincia, aveva in seguito
ritirato la sua disponibilità, salvo poi ripensarci ora - ha contribuito in maniera
significativa a riaprire il dibattito sull'argomento. Un dibattito che ieri sera ha
monopolizzato buona parte della seduta, coinvolgendo un po' tutte le forze politiche. Per
qualcuno, come il Ppi, bisogna azzerare tutto e cominciare daccapo, riunendo attorno a un
tavolo tutte le amministrazioni dell'Altomilanese. Per altri, come Forza Italia, bisogna
invece ripartire contando sull'effetto trainante dei Comuni più popolosi nei confronti di
quelli minori. Ed é proprio quest'ultima la strategia che verrà ora adottata
dall'amministrazione bustese.
Certo, Busto é ben lungi dal vantare il consenso del
periodo pre Tangentopoli, quando a dare la loro adesione erano stati 31 Comuni. Ma
comunque la nostra città é vicina all'obiettivo, visto al momento la nuova provincia
annovera 14 sì su un minimo di 15 necessari per avviarne l'istituzione. Senza contare
che, una volta partito l'iter, tutti i centri della zona sarebbero obbligati a decidere se
restare con Varese, con Milano o se andare con Busto. E magari, a questo punto, la lista
dei paesi della nuova provincia potrebbe allungarsi. Una speranza, quest'ultima, espressa
anche dal sindaco leghista Gianfranco Tosi.
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