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Ore 16.26.08
Giorno
07/06/07
Dodici anni dalla 
parte degli stranieri
Busto Arsizio - Con la prima campanella risuonano le vecchie polemiche sulla sede del corso di alfabetizzazione. Ma l'assessore Mazzesi promette:«Stiamo studiando un modo per dividere le Manzoni»

Scolari e adulti stranieri, convivenza agli sgoccioli. Forse


Rieccole. Puntuali come la prima campanella, tornano le polemiche sulla sede per il corso di alfabetizzazione indirizzato agli adulti stranieri. Lezioni che, dopo un paio di settimane di raccolta delle iscrizioni, ieri sono riprese ufficialmente. Con una "classe" di partenza di 40 alunni (ma il
numero aumenta sempre cammin facendo) e mille incertezze sul futuro. Perché, dopo anni di tira-e-molla, non si é ancora arrivati a una sistemazione definitiva. E benaccetta da tutti. Anche se, ora, all'orizzonte si profila una soluzione a sorpresa: dividere le elementari Manzoni, sede storica della scuola per extracomunitari, e ritagliare uno spazio riservato agli adulti immigrati.
A prospettare questa ipotesi é l'assessore ai Lavori Pubblici, Claudio Mazzesi. Il quale, sollecitato dai diretti interessati, ha incaricato l'ufficio comunale competente di stendere al più presto un progetto di massima. Per risolvere un problema che, del resto, é davvero complesso. «Le questioni da sistemare sono fondamentalmente due - illustra l'assessore - Quella della divisione dei servizi igienici e quella della creazione un'entrata autonoma per gli stranieri. E' qui, infatti, che esistono le maggiori difficoltà per la convivenza tra adulti e bambini. Per il resto, alle Manzoni c'é spazio per tutti». Con un "piccolo" nodo da risolvere, però: «I costi che un simile intervento potrebbe comportare», come ammette lo stesso Mazzesi.
Senza contare che, a ingarbugliare ulteriormente la faccenda, c'é un altro "particolare". Ossia il fatto che, mentre il plesso delle Manzoni dipende dal dirigente scolastico Giuseppe Capobianco, le lezioni di alfabetizzazione fanno capo alla collega Angela Tablino. Competenze a cui si aggiungono quelle di Palazzo Gilardoni. Un guazzabuglio che non giova certo alla causa.
«Pochi giorni fa ho avuto un incontro con il Comune - conferma Capobianco - E in effetti l'ipotesi su cui si sta lavorando é quella di delimitare una parte dell'edificio scolastico e riservarla ai corsi di alfabetizzazione». Naturalmente, non per una questione di nazionalità diverse. Bensì, di età diverse degli studenti che frequentano la scuola. Dall'altra parte, comunque, Tablino tranquillizza gli alunni stranieri: «Finché l'amministrazione comunale non ci comunica disposizioni diverse, le lezioni resteranno dove sono. Certo, l'ideale sarebbe avere una sede unica per tutti i corsi Eda (Educazione degli adulti), comprese le 150 ore, le proposte legate all'informatica e le altre attività che adesso si svolgono alle De Amicis. Ma in questo caso servirebbero spazi organizzati, dotati di computer e quant'altro sia necessario. Cosa che non é semplice».
Insomma, questi sono giorni cruciali. Non resta che aspettare il "verdetto" del Comune.

Chiara Milani

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