Rieccole.
Puntuali come la prima campanella, tornano le polemiche sulla sede per il corso di
alfabetizzazione indirizzato agli adulti stranieri. Lezioni che, dopo un paio di settimane
di raccolta delle iscrizioni, ieri sono riprese ufficialmente. Con una "classe"
di partenza di 40 alunni (ma il
numero aumenta sempre cammin facendo) e mille incertezze sul futuro. Perché, dopo anni di
tira-e-molla, non si é ancora arrivati a una sistemazione definitiva. E benaccetta da
tutti. Anche se, ora, all'orizzonte si profila una soluzione a sorpresa: dividere le
elementari Manzoni, sede storica della scuola per extracomunitari, e ritagliare uno spazio
riservato agli adulti immigrati.
A prospettare questa ipotesi é l'assessore ai Lavori Pubblici, Claudio Mazzesi. Il quale,
sollecitato dai diretti interessati, ha incaricato l'ufficio comunale competente di
stendere al più presto un progetto di massima. Per risolvere un problema che, del resto,
é davvero complesso. «Le questioni da sistemare sono fondamentalmente due - illustra
l'assessore - Quella della divisione dei servizi igienici e quella della creazione
un'entrata autonoma per gli stranieri. E' qui, infatti, che esistono le maggiori
difficoltà per la convivenza tra adulti e bambini. Per il resto, alle Manzoni c'é spazio
per tutti». Con un "piccolo" nodo da risolvere, però: «I costi che un simile
intervento potrebbe comportare», come ammette lo stesso Mazzesi.
Senza contare che, a ingarbugliare ulteriormente la faccenda, c'é un altro
"particolare". Ossia il fatto che, mentre il plesso delle Manzoni dipende dal
dirigente scolastico Giuseppe Capobianco, le lezioni di alfabetizzazione fanno capo alla
collega Angela Tablino. Competenze a cui si aggiungono quelle di Palazzo Gilardoni. Un
guazzabuglio che non giova certo alla causa.
«Pochi giorni fa ho avuto un incontro con il Comune - conferma Capobianco - E in effetti
l'ipotesi su cui si sta lavorando é quella di delimitare una parte dell'edificio
scolastico e riservarla ai corsi di alfabetizzazione». Naturalmente, non per una
questione di nazionalità diverse. Bensì, di età diverse degli studenti che frequentano
la scuola. Dall'altra parte, comunque, Tablino tranquillizza gli alunni stranieri:
«Finché l'amministrazione comunale non ci comunica disposizioni diverse, le lezioni
resteranno dove sono. Certo, l'ideale sarebbe avere una sede unica per tutti i corsi Eda
(Educazione degli adulti), comprese le 150 ore, le proposte legate all'informatica e le
altre attività che adesso si svolgono alle De Amicis. Ma in questo caso servirebbero
spazi organizzati, dotati di computer e quant'altro sia necessario. Cosa che non é
semplice».
Insomma, questi sono giorni cruciali. Non resta che aspettare il "verdetto" del
Comune.
|