| Soppresso
legalmente. Un inizio davvero poco incoraggiante, quello del corso di alfabetizzazione per
stranieri, che, proposto per la prima volta nell'89, raccolse appena 2 iscritti. Pochi,
troppo pochi per tenere le lezioni.
Senonché l'allora direttore delle elementari Manzoni, Gianleonildo Zani, salvò la
situazione in extremis.
«Fu lui - ricorda infatti il maestro Vittorio Di Mattei, insegnate "storico"
della scuola per immigrati - a chiedere una sospensione della soppressione».
Una mossa coraggiosa, che alla fine risultò vincente.
«Sì - prosegue Di Mattei - Al termine dell'anno scolastico gli alunni erano arrivati a
quota 27. E così l'iniziativa si poté ripetere». Diventando con il tempo parte
integrante dei corsi del Centro territoriale di educazione permanente degli
adulti. E radunando di volta in volta un numero sempre maggiore di studenti.
«L'anno scorso - conferma il maestro - alla fine della scuola gli iscritti erano 150».
Il che, calcolando la difficoltà di far conoscere l'esistenza di queste lezioni ai
diretti interessati, non é poco. La pubblicità maggiore per il corso, infatti, resta
quella ottenuta grazie al passaparola tra extracomunitari. Ragion per cui il numero degli
alunni aumenta sempre nel
corso dell'anno.
Difficoltà a cui si che somma il fatto che, solitamente, si tratta di studenti-lavoratori
con già altri mille problemi. Proprio per questo motivo, del resto, l'orario del corso é
flessibile. Gli insegnanti sono infatti a disposizione degli alunni dal lunedì al
venerdì dalle 14.30 alle 20 e il sabato mattina dalle 9 alle 12.30. «La
continuità di frequenza non é delle migliori - prosegue Di Mattei - ma alla fine i
risultati si vedono lo
stesso». Resta però da risolvere l'annoso problema delle sede. Che, trovandosi da sempre
nella scuola elementare Manzoni, genera appunto problemi di convivenza tra gli adulti e i
bambini che fanno lezioni anche al pomeriggio.
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