In due anni di Malpensa 2000 sono state ben 146 le
persone fermate alla frontiera con sostanze stupefacenti all'interno del corpo. In genere
ingerite sotto forma di ovuli. Una pratica pericolosa, davanti alla quale molti corrieri
non si fanno scrupoli, rischiando spesso anche la pelle. E' uno dei dati più evidenti
forniti dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Varese su questi due anni di
attività dall'apertura di Malpensa 2000. Una contabilità del crimine che la dice lunga
su ciò che ruota attorno all'aeroporto, in termini di giro internazionale del
narcotraffico.
Ecco alcune cifre: su 481 kg sequestrati, 170 sono
stati trovati nei bagagli, 150 nei magazzini merci e 161 all'interno di persone. Insieme a
questi sono stati requisiti anche 9,4 kg di droghe leggere. I controlli avvengono su tutti
filtri doganali. La Guardia di Finanza dispone di appositi reparti specializzati nel
controllo merci, ed é proprio uno di questi (lo Svad) che ha permesso il recente
sequestro della più grossa partita di cocaina mai bloccata in aeroporto (43 kg occultati
in due pacchi postali) lo scorso 13 ottobre.
205 sono state le persone arrestate; 146, come si
diceva, con ovuli di cocaina ingeriti; 189 quelle denunciate a piede libero (di cui 125
ignoti), 266 gli assuntori segnalati al Prefetto.
Se il narcotraffico é la punta di diamante del crimine
in transito, una parte dell'attività investigativa ha portato al sequestro di valuta per
il valore complessivo di 6.980.728.000, con 235 persone (una arrestata) segnalate
all'Ufficio Italiano Cambi.
Un'altra voce importante nel bilancio repressivo della
Guardia di Finanza é rappresentata dalla lotta al contrabbando: sono stati infatti circa
4000 i pezzi di orologeria e oreficeria sequestrati. Sono cifre da cui si può
intuire l'importanza che Malpensa sta assumendo come crocevia dei traffici illeciti
internazionali. Una situazione criminosa contrastata dal lavoro quotidiano delle forze
dell'ordine.
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