Adesso
basta cincischiare. Sull'annosa questione del sottopasso pedonale della stazione Fs (nella foto), Legambiente non è più disposta a soprassedere.
«Vero è che il Comune ha stanziato da quattro anni 800 milioni - attacca Andrea Barcucci
del Cigno Verde cittadino - Vero è anche, però, che Palazzo Gilardoni dovrebbe attivarsi
in maniera più incisiva per caldeggiare la realizzazione dell'opera». Risale a una quindicina di giorni fa, del resto, la notizia dell'ennesimo
fallimento delle ricerche di un costruttore disposto a eseguire il lavoro. Dopo tre gare
d'appalto andate deserte, infatti, ad aprile le Fs avevano chiesto 150 giorni di tempo per
condurre una trattativa privata plurima. Ma anche questo termine è scaduto con un nulla
di fatto. Salvo la promessa da parte delle Ferrovie di continuare a cercare qualcuno
interessato a realizzare il sottopasso.
«A fronte di tutto ciò - incalza Barcucci - noi auspichiamo
che l'amministrazione civica nomini un incaricato. Una persona che, in pratica, sia
responsabile di tenere costantemente aggiornati il sindaco e i cittadini dello sviluppo
della situazione». Da parte sua, Legambiente promette di continuare a seguire da vicino
l'evolversi della vicenda. «Qualche tempo fa abbiamo contattato Anna Donati del Consiglio
di amministrazione delle Fs - spiega l'ecologista bustese - A luglio ci è arrivata la sua
risposta, in cui ci annunciava l'istruzione della procedura di affidamento dei lavori a
trattativa privata plurima e un espletamento della relativa gara a breve tempo. Ma, visti
i risultati raggiunti finora, la risposta ci accontenta solo in parte». Quindi la
promessa: «Finché non si trova il costruttore, continueremo a far presente al CdA delle
Fs lo stallo esistente».
Un intervento, quello di Legambiente, che si colloca nell'ottica
d'incoraggiare le persone a prendere il treno, anziché l'auto. Cosa che però,
attualmente, a Busto non accade di certo. Visto che, per raggiungere la stazione, gli
abitanti del popoloso rione Santi Apostoli devono attraversare la «camera a gas» del
sottopasso automobilistico di via Tasso (nella foto). Mentre,
con quello pedonale, potrebbero andare direttamente da via Palermo a piazza Volontari
della Libertà. Senza respirare poco salutari gas di scarico. E, magari, pedalando. Visto
che la richiesta finale del Cigno Verde è l'apertura per le bici sui due lati del
sottopasso.
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