| Non hanno avuto neanche il
tempo di accorgersi di che cosa stesse accadendo. Prima che i tre malviventi albanesi
potessero scappare, infatti, ieri sera i carabinieri di Lonate Pozzolo li hanno colti sul
fatto. E arrestati per tentata estorsione ai danni di un ventenne del paese. Un'indagine delicata, quella condotta dai militari dell'Arma, di cui
l'operazione di ieri non è stata che l'epilogo. Qualche giorno fa, infatti, i carabinieri
erano riusciti a convincere un ragazzo lonatese a fare i nomi di chi gli vendeva la droga.
Spacciatori che, oltretutto, lo avevano più volte minacciato affinché saldasse i suoi
debiti. Un conto in sospeso di 400mila lire, che per gli "interessi" imposti dai
criminali albanesi era però diventato di 1 milioni e 200 mila lire.
Proprio per riscuotere questa cifra, l'altro giorno i malviventi si
sono rifatti vivi con il giovane. Una conversazione telefonica breve, conclusa con
l'accordo di vedersi in una via di Lonate Pozzolo. Ma, quando ieri attorno alle 19 i tre
si sono presentati all'appuntamento, il ragazzo non era solo. Lì vicino, infatti, si
erano appostati i carabinieri. Che, appena il trio ha preteso i soldi, sono entrati in
azione. Cogliendo così il gruppetto in flagranza di reato.
Ora due degli albanesi arrestati, F.N di 20 anni e V.M. di 18, si
trovano nel carcere di Busto Arsizio. Mentre il terzo, un ragazzino di 17 anni a cui manca
soltanto una settimana per diventare maggiorenne, è stato condotto al Beccaria di Milano.
Si trova invece in stato di fermo di polizia giudiziaria A.G,
pregiudicato bustese del '63 trovato questa mattina su un'auto rubata. Protagonisti
dell'operazione sono sempre i carabinieri, anche se questa volta si tratta dei militari di
Busto Arsizio. Qui, in via XXIV Maggio, attorno alle 7 di oggi una pattuglia del nucleo
operativo radiomobile ha infatti bloccato un uomo alla guida di una Fiat Uno. Auto che,
dai controlli, è risultata essere stata rubata ieri a Legnano.
Ma non basta. Perché, a seguito di perquisizioni personali e
domiciliari, i carabinieri hanno anche trovato A.G. in possesso di un coltello a
serramanico, di uno "spadino" per aprire le portiere delle auto, di due schede
telefoniche per cellulari rubate e di un'autoradio su cui sono ancora in corso gli
accertamenti.
Difficilmente, però, si potrà risalire al proprietario di
quest'ultimo oggetto. Visto che, come sottolineano alla caserma di piazza XXV Aprile,
purtroppo la gente denuncia sempre meno questi tipi di furto.
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