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Ore 16.26.45
Giorno
07/06/07
Gallarate - Inaugurazione con il sindaco Greco. L'assessore Briata: «Vogliamo acquistare una struttura per la prossima fiera»
E' tempo di letture. Parte la fiera del libro

Leggere fa davvero bene? A giudicare dal numero di persone che hanno rovistato tra i banchi della prima fiera del libro "Duemilalibri", inaugurata oggi, non sembra esserci discussione. Basta che non rimanga una medicina per pochi. In realtà le cose in Italia non vanno granché bene. Ma perché dare spazio al lamento? Le conseguenze della disaffezione al libro ce le dice il sindaco Angelo Greco in apertura di manifestazione: ««La mancanza dei libri produce ignoranza». Sottoscriviamo. E cambiamo capitolo. 

Che cosa si legge? Prendiamo un campione d'eccezione: un sindaco, un assessore, due onorevoli, un consigliere regionale, e un bibliotecario. Sindaco Greco qual è il suo libro preferito? «L'uomo senza qualità di Musil, un ricordo degli anni universitari, quando rimasi affascinato dalla letteratura a cavallo tra otto e novecento». Più esotica, invece, la risposta dell'onorevole gallaratese Giovanni Bianchi: «L'elogio dell'ombra del giapponese Tanizaki, ti fa capire tutto dell'oriente e della cultura giapponese, ma non si trova più nelle librerie». «Io sono un grande lettore dei libri di storia - confessa il consigliere regionale Massimo Buscemi -, l'ultimo che mi ha appassionato si chiama Storia della Sicilia, scritto a più mani da vari autori». Più prosaici i gusti dell'assessore alla cultura Tiziano Briata: «Ferrarichenumeri!, il libro che presento oggi». Tifoso? «Sì, grande tifoso». Un consiglio? Lo chiediamo a chi propone libri per mestiere, Giovanni Mariani direttore della Maino: «Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. Mi ricordo di averlo letto con grande magia». Per chi non l'avesse capito, queste, insieme all'onorevole Tosolini, erano le autorità presenti. 

Il tendone di "Duemilalibri"  non é grandissimo, ma dà un certo calore. Sarà per le dimensioni, per il poco spazio, o perché siamo di buon umore, ma l'impressione é quella di essere in un posto costruito con passione. E anche qualche soldo. Venti milioni e mezzo per l'esattezza. Quattro e mezzo versati dagli sponsor; tre librerie Gallaratesi, la Carù, La Fonte e L'emporio del libro e una bustocca, la Boragno.

Sedici milioni li ha invece messi il Comune:  «Non é vero che abbiamo dato pochi spiccioli per la fiera - attacca subito l'assessore - é un finanziamento consistente e l'anno prossimo contiamo di acquistare una struttura che possa ospitare eventi culturali di questo tipo». E poi un piccolo bilancio: «Questa manifestazione é il giusto coronamento di una stagione culturale che non ha avuto eguali».

Ritorniamo al futuro. Il direttore, Giovanni Mariani ha qualche buona idea in testa: «Vorremmo creare tre appuntamenti fissi. La fiera dell'antiquariato, quella del libro per ragazzi e naturalmente mantenere questa». Tutto in pieno spirito divulgativo. Come se la biblioteca scendesse tra la gente. Sarebbe bello vero? «Aprire biblioteche é come costruire granai» spiega la presidente della biblioteca Maino, Maria Adelaide Binaghi. Messaggio calzante, soprattutto in quest'epoca in cui si rischia di mangiare transgenico.

R.R.

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