Leggere fa davvero bene? A giudicare dal numero di persone che
hanno rovistato tra i banchi della prima fiera del libro "Duemilalibri",
inaugurata oggi, non sembra esserci discussione. Basta che non rimanga una medicina per
pochi. In realtà le cose in Italia non vanno granché bene. Ma perché dare spazio al
lamento? Le conseguenze della disaffezione al libro ce le dice il sindaco Angelo Greco in
apertura di manifestazione: ««La mancanza dei libri produce ignoranza». Sottoscriviamo.
E cambiamo capitolo. Che cosa si legge? Prendiamo un campione d'eccezione: un sindaco,
un assessore, due onorevoli, un consigliere regionale, e un bibliotecario. Sindaco Greco
qual è il suo libro preferito? «L'uomo senza qualità di Musil, un ricordo degli
anni universitari, quando rimasi affascinato dalla letteratura a cavallo tra otto e
novecento». Più esotica, invece, la risposta dell'onorevole gallaratese Giovanni
Bianchi: «L'elogio dell'ombra del giapponese Tanizaki, ti fa capire tutto
dell'oriente e della cultura giapponese, ma non si trova più nelle librerie». «Io sono
un grande lettore dei libri di storia - confessa il consigliere regionale Massimo Buscemi
-, l'ultimo che mi ha appassionato si chiama Storia della Sicilia, scritto a più
mani da vari autori». Più prosaici i gusti dell'assessore alla cultura Tiziano Briata:
«Ferrarichenumeri!, il libro che presento oggi». Tifoso? «Sì, grande tifoso».
Un consiglio? Lo chiediamo a chi propone libri per mestiere, Giovanni Mariani direttore
della Maino: «Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. Mi ricordo di averlo
letto con grande magia». Per chi non l'avesse capito, queste, insieme all'onorevole
Tosolini, erano le autorità presenti.
Il tendone di "Duemilalibri" non é grandissimo,
ma dà un certo calore. Sarà per le dimensioni, per il poco spazio, o perché siamo di
buon umore, ma l'impressione é quella di essere in un posto costruito con passione. E
anche qualche soldo. Venti milioni e mezzo per l'esattezza. Quattro e mezzo versati dagli
sponsor; tre librerie Gallaratesi, la Carù, La Fonte e L'emporio del libro e una
bustocca, la Boragno.
Sedici milioni li ha invece messi il Comune: «Non é vero che
abbiamo dato pochi spiccioli per la fiera - attacca subito l'assessore - é un
finanziamento consistente e l'anno prossimo contiamo di acquistare una struttura che possa
ospitare eventi culturali di questo tipo». E poi un piccolo bilancio: «Questa
manifestazione é il giusto coronamento di una stagione culturale che non ha avuto
eguali».
Ritorniamo al futuro. Il direttore, Giovanni Mariani ha qualche buona idea
in testa: «Vorremmo creare tre appuntamenti fissi. La fiera dell'antiquariato, quella del
libro per ragazzi e naturalmente mantenere questa». Tutto in pieno spirito divulgativo.
Come se la biblioteca scendesse tra la gente. Sarebbe bello vero? «Aprire biblioteche é
come costruire granai» spiega la presidente della biblioteca Maino, Maria Adelaide
Binaghi. Messaggio calzante, soprattutto in quest'epoca in cui si rischia di mangiare
transgenico.
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