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Ore 16.26.45
Giorno
07/06/07
Gli umanoidi ad Abbiate Guazzone
Gallarate - Studia i casi di avvistamenti Ufo, fa inchieste sul posto, redige rapporti. Ed é convinto che non tutto sia come sembra
L'ufologo che vuole vederci chiaro: «Lo Stato ci nasconde qualcosa»

giordano.jpg (13614 byte)Antonio Giordano estrae dalla borsa un modulo: "Questionario tecnico" si legge sull’intestazione. E poi una serie di voci molto precise. Fa quasi impressione leggere la prima: "Inquirente". Giordano è il segretario della sezione varesina del Cun, Centro ufologico nazionale. Vive a Gallarate, ha 33 anni, il suo lavoro è fare l’amministratore di una società informatica a Legnano. Ma ha una seconda occupazione più misteriosa e affascinante. Si occupa di investigazioni ufologiche.

Ora dell’avvistamento, direzione dell’oggetto, colore, rumore, condizioni meteorologiche, durata dell’apparizione, coincidenza con un temporale, uso di occhiali durante l’avvistamento. Ecco alcune delle voci che l’inquirente deve registrare durante la sua indagine. Il formato del modulo da sottoporre al testimone è standard. La sensibilità nell’affrontare il colloquio dipende da dall’uomo. "L’ufologia è stata invasa da molti "pataccari" – precisa Giordano - , gente senza scrupoli che ha cercato di sfruttare a proprio vantaggio il clamore suscitato da questi casi. Invece si tratta di una ricerca seria e appassionata". Lui, in qualità di inquirente, legge i giornali o riceve a casa telefonate di segnalazione. Poi parte, valigetta alla mano, e chiede di incontrare i testimoni. Fa delle misurazioni sul posto, studia le condizione del territorio, della luce. Non è un tecnico, lo aiuta l’esperienza. Ma dopo di lui arrivano i tecnici veri e propri. Se l’inquirente decide che un caso è degno di nota, il Cun invia un’équipe di studio: un biologo, un chimico, un fotografo specializzato; si prendono delle campionature di terreno, si cercano tracce. "Prima regola non condizionare il testimone" precisa con decisione Giordano. "Spesso ci può essere la voglia di stupire legata al clamore suscitato dai media, ma dobbiamo rimanere ai fatti". L’ultimo caso "inchiestato" (per utilizzare il linguaggio del Cun) dall’inquirente gallaratese è stato a Rho, qualche mese fa. Un altro lo impegnò tre anni or sono a Lavena Ponte Tresa. Lui registrò tutto. Anche se l’interesse verso quei due fenomeni scemò presto.

"E’ una forte curiosità che mi ha spinge verso l’ufologia - racconta – fin da piccolo mi appassionarono libri su questo argomento. Poi, cinque anni fa, entrai nel Cun. Adesso giro per le città, faccio ogni tanto qualche conferenza, e naturalmente continuo a leggere e a raccogliere informazioni". I soci del Cun in provincia di Varese sono quattro. Una piccola accolita. Non sono molto conosciuti, praticamente vivono nell’ombra. "Non è un problema essere poco conosciuti – precisa però Giordano – preferiamo lavorare senza troppo clamore. Facciamo a volte delle conferenze ma sempre perché ci chiamano. A noi interessa studiare i fenomeni ufologici, non vogliamo convincere nessuno. Certo, bisogna dire, che ci sono alcuni scettici che ti negano anche l’evidenza, ma questo è un altro discorso".

"Anche lo stato studia i fenomeni ufologici, questo lo sappiamo per certo. Negli anni Ottanta ci fu una collaborazione tra il Secondo reparto dell’Aeronautica militare e il presidente del Cun Roberto Pinotti. Molti piloti, civili e militari, hanno steso rapporti che provano l’esistenza di fenomeni inspiegabili". Ce ne mostra uno: 9.11.1977, Cagliari, Comando 30° stormo Aeronautica militare, comparsa di una intensa luce arancione di provenienza Sud-Ovest, improvvisa variazione di direzione e velocità, rapida salita dell’oggetto luminoso in verticale e scomparsa nel cielo. "Ecco – profettizza l’ufologo – di queste cose i cittadini non sanno nulla, e io sono convinto che lo Stato ci nasconda qualcosa".

Roberto Rotondo

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