Lo hanno paragonato a Ken Follet e a Wilbur Smith, i mostri sacri dei libri
avventura. A vederlo potrebbe interpretare benissimo la parte di James Bond. Un po'
piacione: alto, occhi chiari, sguardo seducente, voce profonda. Veste allinglese,
sportivo, ma elegante. Nonostante lapparenza è italianissimo, si chiama Marco
Buticchi, 43anni, di La Spezia, la terra che non vede mai il tramonto. (nella foto in alto Marco Buticchi) Un tempo andava in giro per il mondo a
vendere petrolio, oggi è un affermato scrittore, anche se lui preferisce dire
scherzosamente che fa il bagnino, visto che gestisce uno stabilimento balneare a Lerici.
Pubblica con Longanesi, nella serie "I Maestri dellavventura", il massimo
per chi ama il genere. Non è stato sempre così dice lui. «Ho sempre scritto fin da
bambino. Poi nel 1989 il mio primo romanzo. Lho fatto leggere ad un amico editore
che mi ha sconsigliato di continuare.»
Buticchi è testardo, ne scrive un secondo "Il cuore del profeta".
Questa volta pero non chiede pareri a nessuno. Lo fa stampare a sue spese, in mille
copie, e con la moglie organizza la distribuzione . «Si girava per le librerie di La
Spezia e se ne lasciavano due o tre per ciascuna.» Le copie vengono esaurite in breve
tempo, il passaparola dei lettori lo premia. Ne fa stampare un altro, stessa sorte. Vince
premi nazionali e internazionali, ma non è ancora il vero successo.
La svolta arriva nel 1994 , perché la sua strada incrocia quella di un grande editore:
Mario Spagnol, della Longanesi. Buticchi gli invia un manoscritto. «Un giorno arriva una
telefonata. Dice 'sono Mario Spagnol'. Io ero abituato a scherzare su questa cosa. Ma quel
giorno al telefono era proprio lui. Il mio sogno si era avverato, perché Spagnol aveva
letto il mio manoscritto e aveva deciso di pubblicarlo.»
"Le pietre della luna" sintitola il libro,
la scritta Longanesi & C. brilla sulla copertina, è il 1997 e il libro vende 150mila
copie. E il successo. E' l'unico libro a cui Buticchi non ha cambiato il titolo
incorsa. Così era e così è rimasto fino all'uscita. Lui non è Paganini e decide
di concedere il bis con "Menorah", altro grande successo. Viene catapultato
sulla scena, il suo nome compare nei convegni sui libri davventura accanto a quelli
più importanti. «Facevo finta che fosse tutto normale per me, quando mi trovavo fianco a
fianco di un Sepulveda o altri grossi nomi. Poi, appena finiva il convegno, esultavo come
un bambino che ha visto i suoi campioni.»
Non è poi così convinto che in Italia non si legga , «un
luogo comune», liquida perentorio. Dice che il piacere dello scrittore sta
nellessere letto e che bisogna sfatare molti luoghi comuni. «Limmagine dello
scrittore un po sfigato, emaciato, incompreso da tutti va ribaltata. Lo scrittore
italiano si è crogiolato per troppo tempo sugli allori, scrive per piacere a se stesso. A
me scrivere scarica dalle tensioni e mi rilassa , non è sofferenza insomma. E poi se uno
vende mille copie e un altro ne vende milioni ci sarà qualche motivo».
I suoi libri sono una miscela ben calibrata di storia e
fantasia, quasi sempre condita da elementi di cultura ebraica. Il tutto è confezionato
dal ritmo incalzante della sua scrittura. Buticchi gioca su più piani, collegando
tra loro fatti storici lontani e apparentemente slegati, senza connessioni. E così il
lettore è come se si trovasse sulla macchina del tempo con Buticchi alla guida che lo
trasporta, con consumata abilità, dallantica Roma, allattuale sede del
Mossad, da Robespierre a Saddam Hussein. «Ho sempre avuto passione per la storia. Ci sono
degli episodi interessanti che solo apparentemente sembrano non collegati. Ci sono delle
coincidenze strane di date, di fatti e di nomi che mi appassionano. I miei continui
riferimenti allebraismo sono il risultato di una mia convinzione: io penso che
veramente il popolo ebraico sia il popolo eletto, dopo tutto quello che hanno passato,
hanno tutto il mio rispetto e la mia ammirazione.»
Nel suo ultimo libro "Profezia" Buticchi parte da un
episodio accaduto il 13 ottobre del 1307 in Francia: il rastrellamento di circa 15mila
templari incarcerati torturati e infine mandati al rogo. Da qui passa al mistero della
fine della famiglia dello Zar Nicola II e si arriva allattentato subìto dal Papa il
13 maggio 1981, per ripartire subito a bordo della Queen Of Atlantis, la più grossa nave
da crociera, salpata nellestate del 1999 da Venezia, sulla quale viaggia anche un
illustre storico medievalista, che vanta illustri antenati tra i templari insieme a
lui anche il più potente mercante darmi russo, tale Josif Drostin. È il cerchio
che si chiude.
Buticchi non è proprio convinto che il terzo segreto di Fatima, quello
dellattentato al Papa, sia stato del tutto rivelato, o perlomeno ritiene che sia
stato un po deludente. Forse qualcosa di più ce lo svelerà lui.
Marco Buticchi
Le pietre della luna, 1997, Longanesi, La Gaja scienza
p. 432, lire 32.000
Menorah, Longanesi, 1998, Longanesi, La Gaja scienza
p. 396, lire 30.000
Profezia, Longanesi, 2000, Longanesi, La Gaja scienza
pp. 444, lire 32.000
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