Il nome non dice nulla e in un
certo senso trae inganno. Addirittura qualcuno lha recensito e catalogato come libro
di fantascienza. "Le Pietre della Luna" di Marco Buticchi è innanzitutto un
libro storico, d 'avventura
sì, ma storico.
Un bel tomo di oltre 400 pagine, che si fa leggere con golosità, vuoi per il ritmo
incalzante, vuoi per le vicende che racconta. Ma chissà quanti saranno saltati sulla
sedia, dopo aver letto le prime duecento pagine. Forse non tutti, ma certamente a
chi ha visto il film "Il gladiatore", campione d'incassi al botteghino, il
dubbio sarà sorto. Infatti la storia del Tribuno Giunio, raccontata da Marco Buttichi, è
molto simile a quella raccontata magistralmente da Ridley Scott nella
fortunata pellicola che ha lanciato nellolimpo della celluloide lattore
australiano Russel Crowe e segnato il ritorno del cinema al kolossal storico.
Il particolare non indifferrente pero è che il libro "Le pietre della
Luna" è uscito nel 1997, mentre il film in questione è uscito tre anni dopo. Certo,
qualche differenza cè tra le due storie, ma sono solo sfumature. Limpianto è
quasi lo stesso e le vicende di Massimo lispanico, raccontate dal grande
regista americano, assomigliano a quelle del Tribuno Giunio della città di Luna,
raccontate dallo scrittore spezzino. Buticchi come si spiega lincredibile somiglianza tra il
suo libro e il kolossal americano "Il gladiatore"?
«Effettivamente la cosa mi è stata fatta notare. Una spiegazione potrebbe essere nelle
fonti usate da me e quelle usate dallo sceneggiatore del film, che potrebbero essere le
stesse. Parlo di Aulo ellio, Le Erodiadi di Ovidio, Svetonio e Plutarco e tanti altri
autori del tempo. Puo essere, è nel campo delle possibilità, che abbiano letto
anche il mio libro.»
Nessuno le ha mai chiesto una riduzione cinematografica
dei suoi romanzi?
«Questo è un aspetto che abbiamo preventivamente trattato con la casa editrice ed è
già stato previsto. Per il momento ancora nulla.»
Perché lei viene presentato come un caso editoriale?
«Perché gli italiani hanno una resistenza a leggere gli autori italiani, specialmente in
questo genere di romanzi, dove gli autori stranieri la fanno da padrone.»
Qual è la sua maggiore fonte di ispirazione?
«Il mare e la storia. Io ho viaggiato molto per lavoro e la mia indole curiosa mi ha
fatto conoscere molte cose. Però è quando sono nella mia Lerici e davanti al mare
che mi rilasso e riesco ad immaginare.»
Le pietre della luna, 1997, Longanesi, La Gaja scienza, p.
432, lire 32.000
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