| La galleria Il
Chiostro di Saronno ha inaugurato sabato 7 ottobre la sua stagione con la mostra personale
di Giancarlo Ossola, dal titolo "Opere 1997 2000", dedicata ai più
recenti sviluppi delle sue note tematiche sugli interni e le città. Il nucleo della rassegna, presentata da uno scritto dello stesso
artista, è costituito da una ventina di tecniche miste su carta a mano e una decina di
oli su tela, tutte opere datate 1999-2000. Completano la mostra alcuni grandi oli dipinti
nella seconda metà degli anni 90.
Attraverso un senso epico-visionario della memoria e una
forte concezione dello spazio, Ossola ci offre dagli anni 60 a oggi immagini intese
come segni di unesistenza in trasformazione, forme avvolte nel mistero, figure
dipinte tra disfacimento della materia e urgenza di ricostituirne il volto perduto.
Attraverso unintensa attività espositiva la sua arte si confronta con i movimenti
dellattualità mantenendo unautonoma e intatta fede nei valori interiori della
pittura, considerata dallartista milanese unarte senza tempo, uno strumento di
colloquio con i grandi artisti del passato: Magnasco, Rembrandt, Giacometti, Sutherland,
Wols, Bacon. Ne deriva un viaggio affascinante tra "relitti, tracce, sedimenti",
un percorso tra i luoghi osservati e amati da Ossola con quella libertà espressiva che ne
fa uno dei pittori figurativi più inquieti e interessanti della sua generazione.
Lo scritto dellartista è una riflessione sulla
svolta espressiva, lentamente maturata, avvertibile in questa nuova mostra: la
"foresta dei segni" si dissimula e si fonde in un silenzio meditato di luce e
ombra, dove la gestualità si attenua e limmagine si ricompone diversamente negli
stessi, identici luoghi che Ossola visita da decenni. Il mistero visto da
unangolazione diversa. Come se, a unazione decisa o a un flusso fervoroso di
pensieri, seguisse improvvisamente un arresto, un dubbio dello sguardo, affascinato dalla
immobilità di una luce quasi ipnotica, che conferisce nuovo magnetismo agli oggetti. La
sensazione si estende allinedita ricognizione delle città, pur nella diversa
percezione dello spazio esterno, senza confini e pareti.
Giancarlo Ossola (Milano, 1935) tiene la sua prima
personale, presentata da Mario De Micheli, al Salone Annunciata di Milano nel 1961. Nel
1963 vince il 1° Premio S. Fedele. Partecipa, in Italia e allestero, a numerose
rassegne pubbliche di gruppo, di generazione o di ricognizione più ampia della pittura
contemporanea e allestisce una serie ininterrotta di mostre personali, in particolare alla
Galleria Bergamini di Milano negli anni 70 e alla Galleria Appiani Arte 32 di Milano
negli anni 80 e 90, specialmente dedicate alle tematiche degli interni e delle
città. Tiene inoltre numerose mostre antologiche in sedi pubbliche fra le quali degne di
nota quelle a Palazzo Sarcinelli di Conegliano (1993), quella di Sondrio a Palazzo Sertoli
(1996/97), a cura del Credito Valtellinese, e al Museo Epper di Ascona (1998).
MOSTRA: GIANCARLO OSSOLA, "Opere 1997
2000"
INAUGURAZIONE: 7 OTTOBRE, ore 18.
DURATA: Fino al 30 NOVEMBRE 2000
ORARIO: Da martedì a sabato 10/12.3016/19.30; domenica 16/19.30. Chiuso lunedì.
CATALOGO: edizioni Il Chiostro, Saronno. Testo di Giancarlo Ossola.
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