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07/06/07
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Varese - Sabato in seconda serata, il real-movie del regista Gilberto Squizzato
In onda il continente sommerso

Attori non professionisti, set reali, storie di tutti i giorni, storie vere rappresentate con sentimento e voglia di capire e far capire. Così si presenta Atlantis, il nuovo real-movie in quattro puntate di Gilberto Squizzato che andrà in onda su RAIUNO, sabato 21 alle 23 dopo la Carrà.

"Non è un film TV" tiene a precisare l’autore "è un film vero". Vero perché riprende temi dell’attualità e unisce quello che è una rappresentazione quasi documentaristica a quelle che sono tecniche molto vicine a quelle cinematografiche, più che televisive.

 

Questo real-movie in particolare, racconta la storia di Samantha, 17enne con un figlio di due anni che scappa di casa e si ritrova a dover affrontare quello che è il continente sommerso dell’hinterland milanese: giovani disadattati, prostituzione, droga, o semplice disagio giovanile. Sullo sfondo di questo viaggio, vi sono quelle che una volta erano le vecchie e silenziose campagne milanesi, oggi ricoperte di tangenziali e centri commerciali pieni di pubblicità. Pubblicità che mostra una vita che non è.

Ultima delle 180 ragazze provinate, la protagonista Ilenia Lazzarin (Samantha), anche lei nuova nella recitazione, dimostra tatto e sensibilità verso un personaggio non facile, un personaggio che cerca di reagire nell’unico modo a disposizione per evitare l’omologazione a cui la sua generazione è sottoposta: facendo delle scelte. "Nel film," ci dice il regista "questa ragazza fa delle cose anche sgradevoli, non è un personaggio seduttivo, non è Madre Teresa di Calcutta, è una persona che fa delle scelte, e che è capace di dire di no a quella omologazione a cui lei e suoi coetanei sono soggetti".

"L’aver scelto di usare quasi tutti attori non professionisti come Ilenia" prosegue il regista "costituisce uno degli elementi che differenziano questo prodotto dalla fiction televisiva normale che è basata sui grossi nomi e, molte volte, è costruita anche su una certa esibizione un po’ ostentata e narcisisticamente esibizionista."

Autore sia del soggetto che della sceneggiatura, nonché regista, alla domanda se questo prodotto si pone l’obiettivo di denuncia Gilberto Squizzato risponde che "di denuncia viviamo ormai da decenni in questo paese, ma mi basterebbe proporre qualche piccolo frammento di uno specchio, perché si possa così riflettere su alcuni aspetti della realtà. In questo caso ho voluto rappresentare questa Atlantide sommersa, questo mondo degli adolescenti e dei giovani che ha ricevuto molto, è vero, ma che è stato, ed è, molto violentato. È una violenza subdola e sistematica che viene inflitta costantemente ai giovani dal mondo cinico degli adulti, fatto dai media, dalla pubblicità. Credo che questa generazione viva un profondo senso di inadeguatezza. Questa è una delle linee che percorre questo racconto. Se sia denuncia, non lo so, ma è un’occasione per riflettere.

Ma in questo real-movie vi è anche molta poesia: come dimostra il sorriso di Samantha in un cimitero di fronte a un angelo di pietra, l’unico che la ascolti. Alla base di questo angelo, e in un pezzo di torta, la ragazza scoprirà una parte di se stessa.

 

 

Manuel Sgarella

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