Bocche cucite e
comunicati ufficiali. Complice anche il week end, nelle ore che seguono il tam tam
delle notizie sul "caso Guidali" si registrano solo indiscrezioni e
battute.
Il sindacato esce con un documento
prudente che chiede il rispetto l'autonomia dell'Ente e accusa i vertici di
inadeguatezza. "La capacità e la professionalità della struttura camerale con i
suoi cento addetti non è in discussione, - continuano Cgil-Cisl-Uil, - auspichiamo che da
questa crisi si possa uscire rilanciando programmi, contenuti e obiettivi in una logica di
pari dignità tra soggetti economici e sociali del territorio".
L'Unione industriali, probabilmente tra i maggiori critici circa l'operato di Guidali, non
rilascia alcuna dichiarazione anche perché fino ad ora la "burrasca",
ufficialmente, sembra ferma alla questione interna all'Associazione artigiani.
Chi invece interviene con fermezza è la Cna con un documento
del suo segretario, Gianni Mazzoleni, già pubblicato ieri dal nostro giornale, e per voce
del suo presidente Vito Tioli. "Non trancio alcun giudizio anche perché non ho
elementi per prendere decisioni e quindi non attacco Guidali, Certo che se ha fatto
qualcosa di sbagliato ne risponderà. Per ora mi sembra che quanto stia accadendo sia
molto strumentale. Comunque per prendere qualsiasi decisione vogliamo un confronto con
Guidali che si deve poter difendere".
E dopo aver lasciato correre notizie e indiscrezioni per due giorni, ieri sera è
intervenuto il vertice dell'Associazione artigiani con una nota
in cui si ribadisce quanto successo in rapporto all'ex socio e al tempo stesso "si riserva di intraprendere nelle sedi competenti ogni più opportuna azione
a tutela dell'immagine e della reputazione dell'Associazione stessa, dei suoi associati e
dei suoi rappresentanti, laddove se ne ravvisi il contenuto non veritiero o
diffamatorio". Abbiamo già
scritto che il Presidente della Camera di commercio ha reagito con fermezza a chi lo
attacca e ha dato mandato al suo legale di querelare Marino Bergamaschi.
La cronaca si ferma qua e conviene attenersi ai soggetti in causa e ai documenti che
permettono di capire meglio quanto stia succedendo ai massimi vertici dell'economia
varesina. Dare la parola ai politici, delle cui responsabilità in queste vicende nessuno
parla, risulta quanto meno inopportuno. Anche perché non si vede che cosa mai avrebbero
da raccontare i vari Buscemi, Marantelli o altri per loro. Contro ogni separazione dei
poteri hanno fin troppo tirato per la giacchetta il presidente Guidali, che magari un po'
lusingato, un po' tentato qualche ammiccamento di troppo lo ha avuto. Ma questo è un
altro capitolo di un' amara vicenda tanto varesina e tanto provinciale in cui questioni
personali, ambizioni, e quanto altro non dovrebbero mischiarsi alla gestione di importanti
enti economici pubblici e privati.
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