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Ore 16.26.25
Giorno
07/06/07
Ternate - "Nulla a che vedere con termodistruttori" precisano dalla cementeria di Merone. Di fatto c'è una scelta aziendale di cui è indubbia la legalità
Combustibile alternativo, tutto a norma di legge

"Da Marzo la cementeria Merone di Ternate non diventerà un inceneritore", questo tengono a precisare dallo stabilimento comasco. Nulla a che vedere quindi con il nuovo termodistruttore di Caronno Corbellaro oppure con quello già esistente di Busto Arsizio. In comune Caronno e Ternate hanno però le medesime paure di enti, associazioni, cittadini che già si erano mobilitati anni fa nel Coordinamento varesino per la gestione dei rifiuti.

In base alla autorizzazione della Giunta Regionale e a norme stabilite dalla legge Ronchi, la ditta che produce cemento, a Ternate comincerà ad utilizzare combustibile alternativo in una percentuale del 10/15% rispetto al fabbisogno complessivo di energia termica. Combustibile che utilizzerà per alimentare il suo processo produttivo che rimane identico.

"La cementeria non sarà un inceneritore - dichiara Francesco Dal Fara responsabile della comunicazione - il nostro business è fare il cemento e le nostre concorrenti sono le aziende che svolgono questa stessa attività, occorre fare chiarezza sulla questione e sgombrare il campo da ogni ambiguità che fa del cementificio il luogo dove si può bruciare di tutto: cementeria ed inceneritore sono due ambiti assolutamente diversi".

La convenienza di potere utilizzare altri combustibili, come quelli derivanti dai rifiuti è quindi un altro discorso. Avversata in principal modo dagli ecologisti, con questa scelta la Merone non ha aperto nessuna strada. Si tratta infatti di una politica adottata da molte cementerie in italia e all'estero, che secondo gli addetti ai lavori, permetterebbe anche un risparmio di risorse non rinnovabili, con un impatto energetico ed ambientale positivo ed anche con un vantaggio economico.

Ma quale è il combustibile alternativo che la Merone comincerà ad utilizzare a Ternate nei prossimi mesi? Sarà costituito da miscele di solventi provenienti da varie attività industriali, es. industrie alimentari, cosmetiche. Inoltre, a Ternate, si stà già utilizzando il CDR, combustibile derivato dai rifiuti, ottenuto dalla componente secca, carta e plastica principalmente dei rifiuti urbani, dopo un opportuno processo di separazione e purificazione da altri materiali, quali vetro e metalli.

Per legge dunque è consentito utilizzare alcuni prodotti derivanti da altri cicli industriali. Si tratta di scarti, opportunamente trattati. Un esempio sono i solventi. Lo scarto del processo produttivo viene in questo caso trattato e valorizzato. Il risultato di questa trasformazione è un prodotto nuovo, appunto il combustibile alternativo.

"Per legge noi possiamo utilizzare questi solventi nella produzione del cemento - afferma dal Fara – ma non possiamo invece usare quelli con alto contenuto di cloro, che possono favorire le formazioni di diossine, ed anche per ragioni legate al processo produttivo del cemento: il forno avrebbe in problemi di esercizio ed il prodotto derivante, il clinker, risulterebbe di qualità fuori norma (non adatto quindi alla produzioe di cementi)".

Il CDR è invece una miscela al 50% derivante dalla raccolta differenziata della frazione secca dei rifiuti, carta e plastiche, opportunamente trattate e separate da altri materiali come metalli e vetro e, per l’altro 50% derivante da plastiche o gomme triturate di provenineza industriale.

Da dove arrivano questi combustibili? Ci sono delle società di servizi ecologici che si occupano proprio di questo. Di raccolta, smaltimento e valorizzazione dei rifiuti, che con le dovute autorizzazioni di legge, -come costantemente sottolinea il responsabile della comunicazione - trasformano i rifiuti e li immettono sul libero mercato.

Fra queste è appunto la Eurofuels, società per azioni partecipata al 51% da Merone, cui è stata rilasciata l’autorizzazione per la costruzione e la gestione dell’impianto che riceverà i solventi a Ternate. Questa azienda raccoglie e tratta i solventi che, attraverso specifici processi di lavorazione, vengono valorizzati e diventano combustibili alternativi.

Quali le conseguenze sulle emissioni? Già dal 1992 la Merone compie per lo stabilimento di Ternate un monitoraggio continuo, ventiquattro ore su ventiquattro, monitoraggio che dal 1999 è stato ulteriormente potenziato. I dati sulle emissioni sono a disposizione della ASL competente e di tutti gli altri Enti preposti ai controlli dalla legge, senza contare che l’ARPA, agenzia Regionale per l’Ambiente ex PMIP, può svolgere interventi di controllo in qualsiasi momento. Oltre a queste rilevazioni imposte per legge, la Merone ne commissiona altre a società esterne. "Io come azienda non mi sento di commentare affermazioni fatte da chicchessia ove non vi sia un fondamento, Chiunque faccia affermazioni è responsabile di ciò che dice. Per quanto ci riguarda, chiunque può venire a controllare le emissioni e in qualunque momento - questa la risposta riguardo la parzialità dei controlli - è molto scorretto da parte di chiunque fare affermazioni non suffragate dai fatti".

Il dottor Dal Fara ridimensiona anche i vari immaginari creatisi attorno al nuovo impianto. "Noi realizzeremo un deposito costituito da 2 serbatoi, dove i camion andranno a scaricare il combustibile; questi serbatoi costituiscono l’impianto includendo i dispositivi di sicurezza di cui è dotato. Fra i dispositivi di sicurezza, che hanno ottenuto il parere positivo dei Vigili del Fuoco riguardo la conformità, ci sono il sistema di rilevazione delle temperature e delle eventuali fughe di gas e il sistema di inertizzazione, in pratica un sistema antincendio. L’impianto in oggetto non ha inoltre nessun collegamento con la rete fognaria e precisa Dal Fara "non c'è possibilità che il combustibile si disperda nella rete fognaria". Fra i serbatoi e il forno sono poste delle condutture specifiche attraverso cui passa il combustibile e, per l'impianto di produzione non cambia nulla. Oltre ai pareri dei VVFF, all'avvio del progetto interverranno altri enti competenti dell'amministrazione provinciale, per controllarne la sicurezza e regolarità.

Catia Spagnolo

                           

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