"Bruna, sei un tritone!" è riassunta così,
spiritosamente da un amico, l'ultima settimana di impegno e abnegazione di Carlo Bruna (nella foto), capoufficio agricoltura alla Camera di Commercio,
l'organizzatore materiale della bagnatissima edizione 2000 di Agrivarese. "Per allestire Agrivarese siamo al lavoro da 3 settimane, per
organizzarla stiamo lavorando da mesi. Ma da lunedì scorso si lavora tutte le sere, e
l'orario di ritorno non esiste" Una trasferta all'Ippodromo che ha sempre previsto un
bel paio di stivali di gomma di scorta, che stavano sempre nei bagagliai delle auto degli
organizzatori. Ma è vero che fino a metà settimana eravate ancora in dubbio su se
mandare in porto Agrivarese oppure no? "Fino a venerdì! Non è stato facile
sa...".
L'organizzazione ha visto come capofila
praticamente una famiglia: tra i più impegnati (letteralmente giorno e notte) c'era
infattianche Gabriele Bruna, figlio di Carlo e impegnato tutto l'anno in Promovarese:
"Venerdì notte abbiamo messo più di 200 metri lineari di pedane sotto la pioggia-
spiega Bruna junior - mi sono cambiato tre volte perchè gli abiti erano
zuppi": se non si sta a mollo visitando Agrivarese, è anche grazie a Gabriele.
E se non si sta all'aria aperta (cioè, un'altra volta, a mollo)
quando si guardano le manifestazioni speciali è grazie ancora una volta alla caparbietà
dello staff, che per quest'anno ha fatto arrivare un capannone di 70 metri per 30 nel
centro del pratone con tribunetta annessa per permettere agli spettatori di assistere alle
manifestazioni in qualunque condizione metereologica. Anche questa mattina, in una
situazione modello acqua alta a Venezia che i percorsi con le pedane in legno
enfatizzavano, era possibile vedere con facilità il torneo di monta western previsto
senza inzupparsi.
Ma il fascino di Agrivarese non si perde, nemmeno sotto
l'acquazzone: se quest'anno lo stand dei caminetti che funzionano senza canna fumaria
sembra quello più a tema, e si prevede una super vendita di panino con le salamelle calde
e vino per rinfrancare lo spirito degli annacquati, vale ancora la pena di prendere in
considerazione l'ipotesi di attrezzare il bimbo con cerata e stivali e portarlo "a
vedere i cavalli", oltre alle mucche e agli altri animali, oppure andare ad
assaggiare e comprare i formaggi e il miele famosi in Europa.
Sotto l'acqua e in ambiente prettamente autunnale, Agrivarese sembra
infatti ancora di più il prototipo della fattoria, di un mondo cioè che corre ogni
giorno il rischio di sparire ma che è più vivo e più vero proprio sotto le intemperie:
anche queste, un fastidio che la moderna società sta cercando di fare sparire, insieme a
tante altre cose. Fosse anche solo per
questo, vale la pena di far provare il brivido della natura ai propri figli, almeno
finchè è possibile.
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