Sul lago si è abituati. Si è abituati a convivere con lacqua e la sue
piene: capita, almeno una volta ogni sei o sette anni di dover assistere alla lenta ma
inesorabile avanzata del Verbano, placido soltanto allapparenza ma temuto e temibile
soprattutto a sud, quando il lago si trasforma gradualmente in fiume e i livelli
dellacqua salgono più velocemente. Le piene sono parte
della vita di questi borghi, ma eventi di questa portata se ne sono visti ben pochi: prima
del 1993, soltanto nel 1907 si raggiunsero livelli tanto alti di esondazione (senza però
contare la catastrofica piena del 1868). Nellottobre 1993 si accettò con
rassegnazione levento e gli ottimisti si consolarono dicendo: "Succederà di
nuovo tra novantanni" Ed invece non è andata così.
Ore 21 del 15 ottobre: a Sesto Calende al termine di una giornata
difficile, si guarda alla notte senza grandi speranze. Piove incessantemente da tutto il
giorno, da tutta la settimana, e anche questa notte già cominciata non porterà niente di
buono. I livelli della piena del 1993 sono ormai vicinissimi e le precipitazioni non
accennano ad attenuarsi: si è rassegnati e basta. La Sesto "vecchia", quella
che da secoli convive con il Ticino è invasa dalle acque: il fiume ricopre le rughe e le
piazzette illuminate dai lampioni, tutto è come unimprobabile Venezia, con i
pesciolini e cigni a nuotare per le strade.
Molti i curiosi che oggi parevano divertirsi molto a camminare sulle
passerelle allestite in fretta e furia dalla Protezione Civile: ma una piena di queste
dimensioni ha davvero poco di romantico.
Per diverse decine di persone, il fine settimana è stata invece
una corsa contro il tempo, a sbaraccare a portare via tutto quanto era possibile da case e
negozi, con un occhio sempre vigile sul fiume che dapprima ha sommerso le panchine e
gradualmente è arrivato fino alle case per cominciare a salire.
Ieri, sabato, la giornata di queste persone è trascorsa a sollevare
i mobili dal suolo con mattoni, spessori in cemento, sabbia, nella speranza che la piena
fosse limitata: la scorsa notte si è cominciato a prevedere il peggio e per tutta la
giornata di oggi, domenica, gli abitanti del quartiere vecchio sono tornati alle loro
case, a portare via tutto quanto possibile.
Nel quartiere vecchio, stamattina, se nè andata anche la
signora Maria, la più anziana di Sesto Calende: nei suoi 101 anni di vita è una dei
pochissimi abitanti ancora in vita ad aver visto anche lalluvione del 1907. Sono
venuti a prenderla i parenti e lei si è ostinata a voler andarsene con le proprie gambe,
accompagnata dai nipoti, rifiutando, nonostante landatura tremolante, di finire
sulle spalle dei giovani della Protezione Civile. Nella stessa casa, una giovane coppia
aveva già abbandonato il proprio appartamento la sera prima, con il bambino di dieci mesi
sereno ed ignaro di quanto gli stava succedendo.
La piena al contrario di quanto si può pensare, da queste parti ti
prende alle spalle: mentre infatti si tiene docchio il limite delle acque, queste
già avanzano dalle fognature, dagli scarichi allinterno delle case o dai pozzi
interrati nei cortili. Così, ancora prima che il fiume invadesse il quartiere, dai
pavimenti delle case cominciava a filtrare dellacqua e i livelli degli scarichi
nelle toilette arrivavano a sfiorare il bordo dei sanitari. Case, ristoranti, uffici: a
tutti è toccato linesorabile destino.
Il fiume ha sempre ragione: questa è la legge a cui nessuno degli abitanti
di Sesto Calende può sottrarsi. Tutti laccettano da secoli con rassegnazione ma
intanto continua a piovere e lacqua sale e domattina ancora non si sa dove sarà
arrivata. La notte avanza ma qui non si osa aver paura: agli abitanti del quartiere
vecchio, ormai sfollati, non resta che recitare qualche preghiera, nella speranza che
cessi di piovere.
Più a nord, ad Angera, lavanzata del Verbano è stata più
lenta: al mattino lacqua bagnava le prime piante dellallea, nel pomeriggio
aveva già attraversato la strada e piazza Garibaldi, arrivando a lambire gli scalini del
Palazzo Comunale: il timore che si superi il record della piena del 1993 è ormai sempre
più concreto.
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