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Ore 16.26.25
Giorno
07/06/07
Perchè non serve il secondo inceneritore

I sindaci sul Termodistruttore: "questo è il tempo dei cittadini"

Varese – Si può fare a meno dell’inceneritore. Le soluzioni proposte dal comitato
Che cosa fare dei rifiuti?

Nell’articolo precedente abbiamo visto per quale ragione il secondo inceneritore è inutile (e dannoso). Sorge la domanda : che cosa fare allora per i rifiuti ?

Che cosa fare.

L’organico - La priorità assoluta è la raccolta dell’organico (gli avanzi di cucina). Non è tuttavia sufficiente (anche se necessario) disporre degli impianti di compostaggio (ed in provincia ne sono in via di realizzazione o autorizzazione ben tre).

E’ necessario in aggiunta organizzare il sistema di raccolta adattandolo alle diverse tipologie insediative ed abitative (aree urbane e aree rurali, condomini e villette sparse), riorganizzando cicli e modalità della raccolta stessa, mezzi di trasporto più opportuni, ecc.

Tra l’altro la rimodulazione dei cicli di raccolta in funzione dell’organico permette una sostanziale invarianza dei costi di raccolta, riducendo invece gli altri costi, in quanto costa molto meno portare rifiuti al compostaggio che alle discariche o agli inceneritori.

Se si tiene conto dei dati della figura 1, dove sono rappresentati il numero dei Comuni che effettuano la raccolta delle varie tipologie di rifiuti, si vede che l’organico è oggi raccolto da un numero esiguo, ed anche il verde è trascurato ancora da parecchi Comuni.

Il verde è invece una componente essenziale del processo di compostaggio, perché deve essere mescolato all’organico in opportune proporzioni per ottenerne la densità ottimale.

Non solo organico – La fig. 2 ci ricorda che i Comuni più efficienti nella raccolta differenziata ottengono ottimi risultati anche nella raccolta separata di altre frazioni. E’ l’effetto traino che si è notato in tutte le esperienze realizzate : la riorganizzazione dei cicli, la maggiore consapevolezza e la partecipazione dei cittadini, le ottimizzazioni possibili, ne sono le principali motivazioni.

Dove quindi si può migliorare ?

  • I cosiddetti ingombranti, che sono una frazione tipicamente pesante e che vengono raccolti e separati nelle principali componenti in apposite piazzole. Non tutti i Comuni lo fanno e soprattutto solo una piccola percentuale di essi viene avviata al recupero. La maggior parte prende ancora oggi la strada dello smaltimento. Tuttavia alcune esperienze di avanguardia (ad esempio quella di Cittiglio e molte in provincia di Milano) insegnano che è possibile recuperare e riutilizzare una percentuale molto elevata di ingombranti.
  • Gli imballaggi – Sono spesso stati considerati, ed a ragione, il cuore del problema dei rifiuti. La legge nazionale (il decreto Ronchi) vi ha dedicato larga parte delle sue disposizioni. Molti imballaggi, nella forma di bottiglie di vetro, contenitori di plastica, lattine di alluminio, carta e cartone, sono raccolti separatamente. Ma una parte di essi sfugge ancora alla raccolta differenziata e al riutilizzo. E’ ancora insufficiente il raccordo tra sistemi di raccolta e i Consorzi istituiti per legge e deputati al recupero degli imballaggi, il CONAI ed i singoli consorzi cosiddetti di filiera.

Senza considerare poi gli spazi per iniziative concordate per ridurre, anche su scala locale, l’entità degli imballaggi ricorrendo a sistemi come il vuoto a rendere, la cauzione, il riutilizzo multiplo dello stesso contenitore.

  • Elettrodomestici e componenti elettronici – E’ difficile per chiunque "disfarsi" di un elettrodomestico o un Personal Computer non più utilizzabile. Il recupero è invece previsto per legge e particolarmene raccomandabile, dato l’alto potere inquinante di alcuni materiali impiegati nella loro fabbricazione.
  • Materiale da costruzione e demolizione – Possono dare utili indicazioni esperienze d’avanguardia realizzate in provincia (ancora Cittiglio) o, su scala più ampia, sperimentate nel programma VAMP, coordinato dalla Regione Emilia e cofinanziato dall’Unione Europea come progetto LIFE Ambiente.
  • I Rifiuti Urbani Pericolosi – I cosiddetti R.U.P. (pile, batterie, medicine, oli usati, sirinche, ecc.) oggetto di un innovativo accordo tra aziende d’igiene urbana, esercizi pubblici, farmacie e cittadini per organizzare appositi circuiti di raccolta. Anche questo progetto, denominato ZERO/RUP è cofinanziato dall’Unione Europea con un finanziamento LIFE..

Come farlo.

Comuni e Consorzi intercomunali hanno dimostrato consapevolezza ed inventiva, i cittadini hanno partecipato disciplinatamente fugando facili luoghi comuni (gli italiani sono indisciplinati, all’estero invece…).

Tuttavia un sensibile miglioramento dei risultati fin qui conseguiti non può essere fondato solo sulla spontaneità di tanti soggetti responsabili ed intraprendenti.

Un sistema integrato di gestione dei rifiuti richiede la collaborazione e la partecipazione di tutti gli attori (v. fig.3).

Alle modalità della raccolta differenziata devono corrispondere modalità di recupero e riciclaggio.

In altre parole all’offerta di materiale recuperato deve corrispondere una domanda di riutilizzo e riciclaggio almeno equivalente, in quantità e qualità.

Ancora una volta le proposte vengono dall’osservazione di quanto è già stato fatto in altri luoghi ed altri contesti :

 

  • costituire una struttura pubblica dedicata : l’abbiamo chiamata spesso Agenzia, altri l’hanno chiamata sportello. Si tratta di una struttura di supporto tecnico-organizzativo ai Comuni, ai Consorzi, alle aziende di raccolta, trasporto, recupero e riciclaggio dei rifiuti.
  • Favorire l’incontro di domanda e offerta dei materiali recuperati con strumenti di "Borse telematiche". Recentemente sono stati promossi da Unioncamere, un’altra esperienza di "Waste stock exchange" è sata avviata dalla Provincia di Pavia. In generale consistono nell’impiego delle moderne tecnologie di commercio elettronico per dare certezza di incontro alla domanda e all’offerta.
  • Migliorare gli strumenti di misura del fenomeno rifiuti. Oggi l’Osservatorio provinciale non è altro che la pubblicazione dei dati inviati dai 141 Comuni sulla raccolta dei rifiuti. Manca qualunque dato sulla destinazione finale (recupero, riciclaggio, smaltimento), sulla provenienza dei rifiuti (domestica, industriale, commerciale, dagli esercizi pubblici, ecc.), sulla composizione qualitativa dei rifiuti che residuano dalla raccolta differenziata.

 

Perché tutto questo avvenga occorre che i tre attori principali, imprese (che producono le merci), consumatori (che trasformano le merci in rifiuti), amministrazioni pubbliche (che hanno il compito di gestire i rifiuti) condividano degli obiettivi ed un programma, coordinino i loro comportamenti e si assumano impegni coerenti e verificabili (ed eventualmente sanzionabili).

Per questo abbiamo proposto, anche dalle pagine di Varese News, la costituzione di un tavolo di confronto e di concertazione, tra le rappresentanze dei tre soggetti, sulla scorta dei Forum praticati nelle esperienze di Agenda 21 locali 

 

In conclusione – Per ora nulla di tutto questo si è visto : la prospettiva del secondo inceneritore, prima di poter bruciare un solo etto di rifiuti, ha finora "bruciato" la possibilità di dar vita ad un moderno sistema integrato per la gestione die rifiuti ispirato ai criteri della riduzione, riuso e riciclaggio.

Fulvio Fagiani

Coordinamento varesino per la gestione dei rifiuti

                           

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