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| Varese Rinviata
al 31 ottobre la commisione provinciale sulla questione del termodistruttore. Un cavillo
giuridico ne impedisce l'approvazione |
| Termodistruttore:
se ne parla a fine mese |
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Sospesa per un
cavillo procedurale. La riunione odierna della commissione ambiente che vedeva al primo
punto la discussione sulla localizzazione a Caronno Corbellaro del termodistruttore è
stata rinviata al 31 ottobre. Per quella data saranno invitati anche i consiglieri
regionali della provincia varesina che dovranno chiarire, se potranno, qual è la
posizione dell'ente Regione in materia di rifiuti, dato che in Lombardia vige ancora una
legge del '93 , che dovrebbe essere innovata sulla base del decreto Ronchi.
La scelta del rinvio è giunta solo dopo una "rivolta" delle opposizioni che
sono insorte davanti alla decisione del Presidente di commissione Aurelio Borroni di
adottare ugualmente la delibera in attesa di un incontro con i consiglieri regionali. Solo
la minaccia delle opposizioni di impugnare la delibera ha indotto il presidente a
sospendere la seduta.
Una conclusione che ha ribaltato l'andamento di una riunione alquanto incolore. In una
sala gremita fino all'inverosimile, i commissari delle opposizioni hanno lamentato più
volte la carenza di informazione sull'intera vicenda. "Manca la valutazione di
impatto ambientale" ha sottolineato il capogruppo del CCD Graziano Maffioli, "
Manca la documentazione completa circa la quantità di rifiuti prodotta in Lombardia
e la capacità distruttiva dell'intera regione" ha fatto eco l'esponente di
Rifondazione Cesare Rovelli.
Tutta l'opposizione, dai Comunisti Italiani a Forza Italia, ad Alleanza Nazionale ha
espresso critiche per la scarsa chiarezza e trasparenza su una questione così delicata
e ha manifestato perplessità sulla scelta di procedere sulla via
dell'inceneritore.
"Nella nostra provincia - ha spiegato l'assessore all'ambiente Brovelli - produciamo
mediamente Kg1,29 di rifiuti al giorno. Se consideriamo che gli abitanti della nostra
provincia sono 800 mila a cui si devono sommare i cittadini dei comuni milanesi
consorziati Accam, allora diventiamo un milionequattrocentomila persone. Quindi si
producono 472 mila tonnellate di rifiuti. Considerando anche che la raccolta
differenziata arriverà al 50%, rimangono sempre 236 mila tonnellate di rifiuti da
smaltire. Se, poi, si considera che il termodistruttore non lavora ogni giorno, perchè
subisce pause per la manutenzione, che ci sono 3 mila tonnellate di rifiuti ospedalieri
che vanno termodistrutti per legge e 75 mila tonnellate di fanghi derivanti dalla
depurazione delle acque, allora si capisce che un secondo termodistruttore potrebbe anche
non essere autosufficiente."
Il vero nodo della questione, comunque, rimane il ruolo della Regione e del decreto Ronchi
che impone l'autosufficienza per le "ATO" ( aree territoriali omogenee). Solo
conoscendo quale sarà il disegno globale della politica sui rifiuti, si potrà decidere
quale strada imboccare.
"Abbiamo già perso troppo tempo - si è lamentato però Brovelli - non possiamo
lasciar passare ancora mesi aspettando un segnale dal Pirellone"
L'ultimatum scade, dunque, martedì 31 ottobre. Poi la delibera passerà al consiglio per
l'approvazione. A Castiglione Olona si preparano alla "trincea" |
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Alessandra
Toni
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