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Ore 16.26.38
Giorno
07/06/07
Quel termodistruttore non s’ha da fare

Che cosa fare dei rifiuti?

Il secondo inceneritore
sarà costruito a Caronno Corbellaro

Varese –  Rinviata al 31 ottobre la commisione provinciale sulla questione del termodistruttore. Un cavillo giuridico ne impedisce l'approvazione
Termodistruttore: se ne parla a fine mese

Sospesa per un cavillo procedurale. La riunione odierna della commissione ambiente che vedeva al primo punto la discussione sulla localizzazione a Caronno Corbellaro del termodistruttore è stata rinviata al 31 ottobre. Per quella data saranno invitati anche i consiglieri regionali della provincia varesina che dovranno chiarire, se potranno, qual è la posizione dell'ente Regione in materia di rifiuti, dato che in Lombardia vige ancora una legge del '93 , che dovrebbe essere innovata sulla base del decreto Ronchi.
La scelta del rinvio è giunta solo dopo una "rivolta" delle opposizioni che sono insorte davanti alla decisione del Presidente di commissione Aurelio Borroni di adottare ugualmente la delibera in attesa di un incontro con i consiglieri regionali. Solo la minaccia delle opposizioni di impugnare la delibera ha indotto il presidente a sospendere la seduta.
Una conclusione che ha ribaltato l'andamento di una riunione alquanto incolore. In una sala gremita fino all'inverosimile, i commissari delle opposizioni hanno lamentato più volte la carenza di informazione sull'intera vicenda. "Manca la valutazione di impatto ambientale" ha sottolineato il capogruppo del CCD Graziano Maffioli, " Manca la documentazione completa  circa la quantità di rifiuti prodotta in Lombardia e la capacità distruttiva dell'intera regione" ha fatto eco l'esponente di Rifondazione Cesare Rovelli.
Tutta l'opposizione, dai Comunisti Italiani a Forza Italia, ad Alleanza Nazionale ha espresso critiche per la scarsa chiarezza e trasparenza su una questione così delicata   e ha manifestato perplessità sulla scelta di procedere sulla via dell'inceneritore.
"Nella nostra provincia - ha spiegato l'assessore all'ambiente Brovelli - produciamo mediamente Kg1,29 di rifiuti al giorno. Se consideriamo che gli abitanti della nostra provincia sono 800 mila a cui si devono sommare i cittadini dei comuni milanesi consorziati Accam, allora diventiamo un milionequattrocentomila persone. Quindi si producono  472 mila tonnellate di rifiuti. Considerando anche che la raccolta differenziata arriverà al 50%, rimangono sempre 236 mila tonnellate di rifiuti da smaltire. Se, poi, si considera che il termodistruttore non lavora ogni giorno, perchè subisce pause per la manutenzione, che ci sono 3 mila tonnellate di rifiuti ospedalieri che vanno termodistrutti per legge e 75 mila tonnellate di fanghi derivanti dalla depurazione delle acque, allora si capisce che un secondo termodistruttore potrebbe anche non essere autosufficiente."
Il vero nodo della questione, comunque, rimane il ruolo della Regione e del decreto Ronchi che impone l'autosufficienza per le "ATO" ( aree territoriali omogenee). Solo conoscendo quale sarà il disegno globale della politica sui rifiuti, si potrà decidere quale strada imboccare.
"Abbiamo già perso troppo tempo - si è lamentato però Brovelli - non possiamo lasciar passare ancora mesi aspettando un segnale dal Pirellone"
L'ultimatum scade, dunque, martedì 31 ottobre. Poi la delibera passerà al consiglio per l'approvazione. A Castiglione Olona si preparano alla "trincea"

                                     Alessandra Toni

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