| In Italia di
lavoro si muore. Per "caduta dall'alto" o "colpito da..." , sta di
fatto che si muore. Nella sola provincia di Varese dal 1995 al 1999 sono decedute per
infortuni sul lavoro 58 persone, di queste, dieci erano lavoratori del settore
costruzioni. A tutto agosto di quest'anno il dato nazionale è peggiorato: 849 decessi
contro i 717 dello stesso periodo del 1999. I dati presentati
dall'Asl, in occasione della settimana europea per la prevenzione e la sicurezza dei
luoghi di lavoro, non lasciano dubbi circa la drammaticità della situazione: in Italia ,
nel 1999, ci sono stati complessivamente 893mila infortuni denunciati dalle aziende. Il
tutto diventa oltremodo paradossale se si pensa che negli ultimi anni il
legislatore, in tema di sicurezza, ha innovato parecchio.
Però rimane la domanda: perché una legge innovativa come la 626 del 1994 è frustrata
proprio sul piano dell'effettività? Domanda che ne innesca delle altre: qual è la vera
ratio, non quella giuridica, ma quella politico-economica che sottende alla legge? Per chi
vengono fatte queste norme?
Se tutto è preciso e perfetto sul piano del dover essere, dunque, lo stesso non si puo'
dire della realtà: mancano organici, mancano strutture, mancano risorse, c'è una scarsa
sensibilizzazione a tutti i livelli; ovvero il problema degli infortuni sui luoghi di
lavoro non è gestito come una priorità.
Un'indagine sull'impatto delle nuove norme condotta dalle Asl di 14 regioni italiane su un
gruppo campione di imprese ha evidenziato una criticità di gestione, a tutti i livelli
aziendali, proprio sugli aspetti più delicati, cioè quelli relativi all'informazione e
alla formazione, che più concorrono a formare una cultura della sicurezza sui luoghi di
lavoro.
Per quanto riguarda la Lombardia, il ritardo di due anni della Giunta regionale
nell'approvazione del progetto "Obiettivo
Prevenzione Sicurezza nei luoghi di lavoro" è stato colmato- un po' sotto la
minaccia di uno sciopero generale un po' perché la situazione non poteva più
aspettare- il 4 ottobre scorso. L'Asl di Varese impiegherà in progetti di prevenzione e
monitoraggio 4 miliardi e seicento milioni, in conto capitale, circa 5600 lire per
abitante.
Giudizio positivo in generale sul lavoro svolto fin qui dalla
Commissione Provinciale, alla quale partecipano tutte le istituzioni interessate alle
problematiche sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. La Commissione, a cui partecipano
anche le associazioni di categoria, opera a più livelli: dall'informazione, alla
predisposizione di protocolli d'intervento, come nel caso dei protocolli tra Asl e
Vigili del Fuoco e Asl e Direzione provinciale del Lavoro.
In occasione della settimana europea della salute e della
sicurezza sul lavoro Cgil,Cisl e Uil, per sostenere la piattaforma per la sicurezza nei
luoghi di lavoro recentemente approvata a Modena, indicono per giovedì 19 ottobre un
presidio di due ore, a partire dalle 10.00, in Prefettura e per venerdì 20 ottobre
una fermata di quindici minuti.
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