Il peggio sembra
passato. Le acque iniziano a ritirarsi e salvo pesanti precipitazioni, per ora non
previste, tra un paio di giorni si dovrebbe tornare alla normalità.
Il sospiro di sollievo non può nascondere tutto il disastro dei giorni passati. I paesi
in riva al Lago Maggiore sono in ginocchio. Le attività economiche, soprattutto di tipo
turistico sono danneggiate per centinaia di milioni e ci vorrà molto lavoro prima
di ritornare alla normalità. Il lago Maggiore scende di un
centimetro allora, e nellultima notte il suo livello è sceso di 30 centimetri
(dallaltezza record di 5,56 sopra lo zero idrometrico al dato delle sette di mattina
che vede il lago a quota 5,22) il peggio sembra passato, ma per tornare alla normalità
(cioè 2,76 m sopra lo zero idrometrico a Laveno) ci vorranno ancora due o tre giorni.
Le strade permangono pressoché tutte chiuse: in particolare, va
ricordata la chiusura di della provinciale 69 a Sesto Calende, Portovaltravaglia e Laveno
e della provinciale 4 tra Angera e Ranco e della provinciale 61tra Ponte Tresa e Luino.
Due sole sono le segnalazioni di riapertura delle strade: la
provinciale 69 è riaperta allaltezza di Brezzo di Bedero, ed è riaperta la
provinciale 5 della Val Veddasca a Maccagno.
Per ovviare ai disagi della chiusura del valico di Zenna,
Estata ampliata la fascia di apertura del vicino valico di Fornasetto: il valico,
che prima apriva alle 6 di mattina, ora apre alle 5. La chiusura invece è stata
posticipata dalle 23 alluna di notte.
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