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Ore 16.26.41
Giorno
07/06/07
Laveno - Un giro tra i negozianti colpiti dall’esondazione del Verbano, che da quattro giorni tiene sott’acqua buona parte del lungolago
Risarcimenti? "Per adesso solo olio di gomito!"

stradone.jpg (6466 byte)"Abbiamo iniziato a spostare il materiale dalle cantine già domenica mattina, poi l’acqua è arrivata in negozio raggiungendo il livello di circa un metro e solo ieri ha iniziato a scendere. Abbiamo subito danni per svariati milioni".

Laveno, giovedì 19 ottobre ore 15.00. A parlare, con un ritornello che spesso si ripete, sono i commercianti di Laveno, forse i più colpiti della zona del medio Verbano, che si concentrano in gran numero nei pressi di Via Labiena che collega la Valcuvia al noto centro turistico.

Iniziamo a raccogliere le testimonianze del disastro a partire da un luogo conosciutissimo dai giovani di Laveno, il "bar Nazionale". Elisa, titolare del locale, racconta tra montagne di segatura per asciugare il pavimento che "eravamo tutti impotenti di fronte all’acqua che ha iniziato a salire domenica: ho cercato di trarre in salvo quel che potevo ma parte del mobilio, dai tavoli alle perline di legno del muro sono da buttare. Per il momento non sono in grado di quantificare i danni, spero solo di riuscire a riaprire al più presto".

Scendendo verso il lago si notano ancora i segni dell’esondazione: chiazze di kerosene nell’acqua, immondizia un po’ ovunque, e le passerelle per far transitare i residenti e chi è alle prese con la bonifica.

Incontriamo Vincenzo Puccia, barba lunga, manichestrada.jpg (7331 byte) rimboccate e stanchezza disegnata in faccia: a prima vista non sembrerebbe il direttore della filiale della "Banca Popolare di Luino e Varese", anch’esso impegnatissimo nel far tornare tutto alla normalità. "Non appena il lago ha iniziato a salire - dice Vincenzo - abbiamo cominciato a disporre all’esterno dei locali alcuni pannelli di legno uniti con poliuretano espanso (una schiuma con proprietà isolanti ndr) che hanno permesso di ostacolare in parte l’avanzata del lago. Fortunatamente siamo dotati di due impianti elettrici separati: uno con prese basse, andato completamente distrutto, e l’altro con prese alte, ancora in funzione e tuttora disponibile anche per i nostri vicini di sventure".

Tra i commercianti di Laveno, infatti, la solidarietà non manca e bene o male chi ha bisogno di una mano viene aiutato. Infatti, a due metri dall’entrata della banca, sono al lavoro i proprietari della "Benetton", uno degli esercizi più colpiti dall’esondazione che lamentano "danni per 400 milioni – dice Davide Vecchi, compagno della titolare, la signora Bellorini – che nessuno, almeno per il momento, potrà rimborsarci". Sul viso di Davide appare un raggio di speranza quando viene a sapere della dichiarazione di stato d’emergenza per sette provincie lombarde, tra cui è compresa anche quella di Varese, ma alla fine torna al lavoro, commentando che "a Laveno i commercianti possono assicurarsi solo dai Loyd, che propongono polizze altissime e che nessuno sottoscrive. Vedremo cosa succederà adesso, se sarà possibile avere qualche aiuto da Roma o dalla Regione".

laveno4.jpg (8560 byte)Intanto stamani sono stati distribuiti ai commercianti i moduli per identificare i danni e quantificarne l’entità, cosicché il Municipio possa nei prossimi giorni trasmettere il tutto alla Prefettura.

Anche Armando Beretta, titolare della macelleria in una traversa di via Labiena, non fa che lamentarsi dell’accaduto: "milioni di danni, tutti i prodotti alimentari da buttare e un grande lavoro per rimettere tutto a posto. L’acqua stavolta era molto più alta che nel 93’".

Ma chi risarcirà tutti i danni subiti? Risponde una signora che sta aiutando, in ginocchio, a pulire il pavimento della macelleria: "altro che risarcimenti, sette anni fa non abbiamo visto una lira, qui ci vuole solo olio di gomito!".

               Andrea Camurani                

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