"Abbiamo iniziato a spostare
il materiale dalle cantine già domenica mattina, poi lacqua è arrivata in negozio
raggiungendo il livello di circa un metro e solo ieri ha iniziato a scendere. Abbiamo
subito danni per svariati milioni". Laveno, giovedì 19 ottobre ore 15.00. A
parlare, con un ritornello che spesso si ripete, sono i commercianti di Laveno, forse i
più colpiti della zona del medio Verbano, che si concentrano in gran numero nei pressi di
Via Labiena che collega la Valcuvia al noto centro turistico.
Iniziamo a raccogliere le testimonianze del disastro a partire da un luogo
conosciutissimo dai giovani di Laveno, il "bar Nazionale". Elisa, titolare del
locale, racconta tra montagne di segatura per asciugare il pavimento che "eravamo
tutti impotenti di fronte allacqua che ha iniziato a salire domenica: ho cercato di
trarre in salvo quel che potevo ma parte del mobilio, dai tavoli alle perline di legno del
muro sono da buttare. Per il momento non sono in grado di quantificare i danni, spero solo
di riuscire a riaprire al più presto".
Scendendo verso il lago si notano ancora i segni dellesondazione: chiazze di
kerosene nellacqua, immondizia un po ovunque, e le passerelle per far
transitare i residenti e chi è alle prese con la bonifica.
Incontriamo Vincenzo Puccia, barba lunga, maniche
rimboccate e stanchezza disegnata in faccia: a
prima vista non sembrerebbe il direttore della filiale della "Banca Popolare di Luino
e Varese", anchesso impegnatissimo nel far tornare tutto alla normalità.
"Non appena il lago ha iniziato a salire - dice Vincenzo - abbiamo cominciato a
disporre allesterno dei locali alcuni pannelli di legno uniti con poliuretano
espanso (una schiuma con proprietà isolanti ndr) che hanno permesso di ostacolare in
parte lavanzata del lago. Fortunatamente siamo dotati di due impianti elettrici
separati: uno con prese basse, andato completamente distrutto, e laltro con prese
alte, ancora in funzione e tuttora disponibile anche per i nostri vicini di
sventure".
Tra i commercianti di Laveno, infatti, la solidarietà non manca e bene o male chi ha
bisogno di una mano viene aiutato. Infatti, a due metri dallentrata della banca,
sono al lavoro i proprietari della "Benetton", uno degli esercizi più colpiti
dallesondazione che lamentano "danni per 400 milioni dice Davide Vecchi,
compagno della titolare, la signora Bellorini che nessuno, almeno per il momento,
potrà rimborsarci". Sul viso di Davide appare un raggio di speranza quando viene a
sapere della dichiarazione di stato demergenza per sette provincie lombarde, tra cui
è compresa anche quella di Varese, ma alla fine torna al lavoro, commentando che "a
Laveno i commercianti possono assicurarsi solo dai Loyd, che propongono polizze altissime
e che nessuno sottoscrive. Vedremo cosa succederà adesso, se sarà possibile avere
qualche aiuto da Roma o dalla Regione".
Intanto stamani sono stati distribuiti ai commercianti i moduli
per identificare i danni e quantificarne lentità, cosicché il Municipio possa nei
prossimi giorni trasmettere il tutto alla Prefettura.
Anche Armando Beretta, titolare della macelleria in una traversa di via Labiena, non fa
che lamentarsi dellaccaduto: "milioni di danni, tutti i prodotti alimentari da
buttare e un grande lavoro per rimettere tutto a posto. Lacqua stavolta era molto
più alta che nel 93".
Ma chi risarcirà tutti i danni subiti? Risponde una signora che sta aiutando, in
ginocchio, a pulire il pavimento della macelleria: "altro che risarcimenti, sette
anni fa non abbiamo visto una lira, qui ci vuole solo olio di gomito!".