I dati diramati dall'Ispettorato del lavoro sul lavoro irregolare
lasciano pochi dubbi. Nessuna inversione di tendenza nel nuovo anno, conferme per
alcuni settori, tradizionalmente a rischio, come edilizia e pubblici esercizi. Nei primi
sei mesi di quest'anno su 1317 aziende visitate dagli ispettori, 669 sono risultate non in
regola, 2942 i lavoratori che prestavano il loro lavoro in nero.
«Il dato purtroppo è in crescita- dice Gian Marco Martignoni (nella foto sopra) della Cgil, membro della Commissione
provinciale di Vigilanza e Controllo-. Le ispezioni sono state orientate soprattutto nei
cantieri edili e nei pubblici esercizi, dove il lavoro nero è dilagante. Il servizio
ispettivo ha iniziato anche la verifica sui rapporti di collaborazione coordinata
continuativa, una zona grigia del lavoro, che in molto casi mascherano una subordinazione di fatto, al fine di incrementare il
supporto informativo allattività di vigilanza provinciale». Mario Zini (a destra nella foto),
dell'Ispettorato del lavoro, in un recente
convegno aveva tracciato un quadro della situazione tutt'altro che rasserenante,
evidenziando da una parte le carenze strutturali e di personale, e dall'altra la tipicità
di alcune forme di lavoro irregolare, come nel caso dell'edilizia, alimentate anche dalla
tacita complicità dei committenti.
L'evasione contributiva accertata corrisponde a poco più di otto
miliardi, mentre ammonta a quasi 12 miliardi la cifra riguardante i contributi morosi da
parte delle aziende. Una grossa novità è stata l'estensione dell'orario di attività del
servizio ispettivo, che sulla base di una disposizione ministeriale è stato ampliato
rispetto al tradizionale 8/14. «Questo ampliamento fa sì- conclude Martignoni- che i
controlli possano essere effettuati anche di pomeriggio, di sera e di notte. Questo è un
vantaggio notevole, perché in questo modo si possono andare a scovare situazioni di
inadempienze e di lavoro irregolare in settori che prima erano quasi totalmente impuniti»
|