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Varese-laghi
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Ore 16.26.04
Giorno
07/06/07
Arcisate – Uno scarico abusivo scoperto dalla polizia dopo un sopralluogo
Acidi dispersi nel terreno, imprenditori in tribunale

Rifiuti industriali che si disperdevano nel terreno, acque mescolate ad acidi che anzichè la via del depuratore prendevano quella dei campi. La scoperta era stata fatta ad Arcisate tre anni fa e quei fatti saranno da lunedì all'esame del tribunale di Varese. Compariranno davanti al giudice infatti i responsabili della Atag, una ditta di Arcisate bersaglio di un controllo a sorpresa compiuto da personale della questura. L'accusa per i due imprenditori è di violazione della legge Merli. E' uno dei casi di inquinamento idrico più eclatanti scoperti negli ultimi anni nel Varesotto, avvenuto peraltro in una zona a poca distanza dalla valle della Bevera, vale a dire la zona che custodisce i due terzi delle falde acquifere di Varese. Secondo il rapporto compilato dalla polizia e fatto proprio dalla procura, i responsabili della Atag avevano costruito uno scarico abusivo per eliminare gli scarti delle loro lavorazioni. La ditta lavora metalli anodizzati, prodotti che devono essere "lavati" con acido solforico, fosforico e altri prodotti chimici; le acque contaminate, scoprì la polizia nel corso del sopralluogo, venivano convogliate in un tubo che sbucava sul ciglio di una piccola scarpata. Perchè l'acqua si disperdesse era stato scavata una buca, poi riempita di sassi: in questo modo l'acqua non poteva ristagnare in prossimità dello stabilimento ma defluiva più velocemente; dopo la scoperta erano stati eseguiti dei carotaggi nel terreno circostante per verificarne lo "stato di salute". La ditta si è difesa sostenendo la scarsa tossicità di quei rifiuti e ribattendo che le vere sostanze velenose (i fanghi delle lavorazioni) venivano trasferiti in discariche autorizzate.

                                

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