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| Lago Maggiore
- I sindaci fanno i conti con il dopo alluvione. Timore di illudere i propri cittadini e
competenze poco chiare alla base di questa impasse |
| Una grana in più
per i comuni |
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Molta l'incertezza fra i sindaci
chiamati a rispondere alle domande dei cittadini e molti i timori di illudere, soprattutto
alla luce dell'esperienza del 1993. Allora, a fronte di perizie tecniche fatte da privati,
quantificazione dei danni e procedure correlate come risarcimento per le alluvione,
arrivarono pochissimi soldi, che non bastarono neppure a coprire le spese per le perizie.
Non deve meravigliare che il dopo nubifragio sia vissuto dalle amministrazioni comunali
come una "grana in più" da risolvere. Qual è il loro compito in questa fase?
Raccogliere stime approssimative dei danni entro quindici giorni dall'evento calamitoso e
poi ancora una settimana per distribuire e raccogliere presso imprese, esercizi pubblici e
privati le schede per l'autocertificazione dei danni, che saranno poi trasferite alla
prefettura.
Questo è l'iter da seguire. Lineare in apparenza, sono molte le competenze non chiare e
sulle quali nell'assemblea svoltasi ieri a Luino, molti amministratori si sono
interrogati. Ad esempio la congruità delle autocertificazioni compilate dai privati. Chi
si deve incaricare di verificarla? "A Monvalle - ha spiegato il sindaco Silvio Riva -
siamo andati personalmente, io e il tecnico comunale a constatare i danni subiti nelle
abitazioni dei privati." Ma Monvalle, come subito ha aggiunto il suo primo cittadino
è un piccolo centro abitato.
Come verificare queste certificazioni in centri più estesi, dove le abitazioni, gli esercizi pubblici, le attività commerciale
raggiungono una proporzione tale da creare problemi non solo sulla quantità, ma anche
sulle competenze. " Come si fa a valutare - diceva a questo proposito il sindaco
luinese - il danno subito da un'industria?". Quella di definire linee guida e metodi
chiari da seguire, oltre che le giuste competenze sono fra le esigenze più sentite in
questo momento dagli amministratori.
"Bisogna dare delle risposte ai cittadini -ha detto sempre nella stessa riunione
Bruno Balzarini, sindaco di Ispra - per non illudere e non creare false aspettative,
capire se tutta la sponda del lago è interessata ai finanziamenti nello stesso modo,
perché questa volta, a dispetto del 1993, i cittadini si aspettano qualcosa".
Per questo motivo
molti comuni stanno diffondendo ai privati solo in questi giorni i moduli per
l'autocertificazione dei danni e sempre per la stessa ragione le indicazioni che possono
arrivare in alcuni casi lasciano a desiderare. Nessuno infatti ad oggi si sente totalmente
tranquillo nel consigliare al privato di far effettuare una perizia tecnica, che alla fine
potrebbe costare più del suo risarcimento.
Da questo impasse si spera di potere uscire già dall'inizio di settimana prossima. E' in
programma infatti l'incontro dei sindaci con il prefetto di Varese, Gianvalerio Lombardi,
che dovrà valutare tutte le difficoltà e le incertezze con cui si stanno misurando i
nostri primi cittadini.
Nell'attesa, tutti hanno i loro santi cui rivolgersi e fra le proposte circolate
nell'ambito dell'assemblea anche quella di fare pressioni sui parlamentari e politici
locali. Di ieri è infatti la visita del senatore Umberto Bossi sulle sponde lombarde del
Maggiore. Il suo contributo non mancherà certamente, come neppure è mancata l'occasione
per parlare di devolution e federalismo. |
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Catia Spagnolo
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