Alcune vicende
localizzate nelle aree dell'alto Varesotto, in parte molto recenti, stanno dando un quadro
di come la Regione Lombardia intenda gestire la sanità nel settore pubblico locale.
Sono fatti che possono sollevare una riflessione sulle strategie del governo della
Regione, chiarendo quali sono i reali programmi che si propongono nell'egida di una
politica di "miglioramento e ristrutturazione dei servizi" sul territorio.La vicenda del distretto ASL di Cuveglio è di per sè esemplare. Cuveglio ed
in particolare l'abitato di Canonica rappresenta da sempre non solo il centro della
Valcuvia, ma anche i luogo di convergenza degli abitanti di tanti paesi circostanti,
specie di montagna, tant'è che vi ha sede la Comunità Montana della Valcuvia. E tra le
diverse strutture e i servizi che vi hanno sede da tempo si annovera il distretto ASL,
che, con il passare degli anni (e fino a ieri) ha rivestito un ruolo sempre più
importante nel quadro di una sanità al servizio dei cittadini.
Ebbene, alla fine del ''99, una voce di popolo, ma non solo, dice
che il nostro distretto ha le settimane, anzi i giorni, contati. Ma la gente non ci sta,
la notizia rimbalza come un tam-tam più veloce di Internet, i Sindaci vengono
interessati, alcuni attoniti sono certi (sic!) che la noizia sia del tutto infondata,
viene coinvolta la Comunità Montana e in pochi giorni le sollecitazioni si fanno
pressanti e vengono raccolte con una petizione centinaia di firme tra cittadini.
Di fronte alla reazione della pubblica opinione i giochi si fanno
chiari e si scoprone le carte. L'ASL della Provincia di Varese nega formalmente che vi sia
l'intenzione di procedere alla chiusura della struttura, ma, semmai, ad una
"razionalizzazione in un ottica di miglioramento" ed infatti ... così è
avvenuto: drastica riduzione dell'orario di apertura, trasferimento del personale
specializzato, servizi ridotti o trasferiti. Qualche esempio: l'Ufficiale Sanitario non ha
più ufficio in sede, per un semplice esame del sangue occorre attendere 15 giorni e forse
altrettanti per avere gli esiti in mano.
Per una visita dall'Ufficiale Sanitario la sede più vicina è Laveno Mombello, 15 km. da
Cuveglio, ed altrettanti per tornare; per gli esami ora si è praticamente costretti a
recarsi presso gli ambulatori dell'Ospedale di Cittiglio, che, come a Varese, è sempre
più congestionato.
Tutto ciò sta comportando notevoli disagi ai cittadini: servizi
già a volte carenti lo sono ancora di più, si pensi solo ai disagi degli anziani che
potevano usurfruire di un servizio quasi "sottocasa", ai problemi connessi a
sempre maggiori spostamenti in auto (traffico, inquinamento ...) alle carenze dei servizi
di trasporto pubblico.
Questa vicenda potrebbe apparire un caso isolato ma non lo è, ci
basta ricordare la recente chiusura del distretto ASL di Besozzo, che ha un bacino di
utenza ben più rilevante di quello della Valcuvia, oppure la chiusura del reparto
maternità dell'Ospedale di Luino, ora accorpato a quello di Cittiglio.
Quali riflessioni e considerazioni si possono trarre?
Se il governo Formigoni persegue nel campo della sanità pubblica
una strategia su obiettivi di razionalizzazione in un'ottica di un reale miglioramento
c'è da chiedersi cosa si intende innanzi tutto per "razionalizzazione": forse
chiusure di strutture, accorpamenti, trasferimenti di servizi?
Per la Regione il risultato certo ed immediato è il conseguimento di notevoli economie
dirette, costi di gestione e personale.
Per i cittadini non è così, a meno che (mi si consenta il
sarcasmo) perdere non meno di un'ora e fare non meno di 30 km. per un semplice certificato
di vaccinazioni del figlio si possa considerare una passeggiata!
Per concludere pensiamo alle regioni del Nord, Lombardia in testa,
che chiedono più autonomia attraverso l'istituto della devolution, cosa che è
sacrosanta, ma che ne sarà di una sanità e anche di una scuola tutta
"regionale", se già ora sono questi gli indirizzi amministrativi? E' forse il
tentativo definitivo di "minimizzare il pubblico" per un privato sempre più
"di pochi"?
La domanda è legittima.
Remo Magni
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