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Ore 16.26.38
Giorno
07/06/07
La mostra virtuale di Renato Guttuso
Arte - Intervista a Fabio Carapezza Guttuso, figlio adottivo del maestro siciliano, che ha visitato la mostra del padre a Villa Ponti ad Arona
Guttuso visita Guttuso

Opere nascoste in preziose collezioni private difficilmente visibili al pubblico ed un grande maestro del Novecento. Un binomio sicuramente interessante che ha garantito il successo della mostra "Guttuso, capolavori ed opere scelte",  presso Villa Ponti ad Arona.

Dopo quattro mesi dall'apertura (l'8 luglio scorso) sono stati più di 12.000 i visitatori che hanno staccato il biglietto ed hanno potuto ammirare le tele raccolte  dai curatori Manuela Boscolo e Carlo Occhipinti, tra gli amanti d'arte della Lombardia e del Piemonte. Tra essi uno spettatore molto particolare non ha voluto mancare alla mostra ed il 15 ottobre scorso ha raggiunto le sale di Arona Fabio Carapezza Guttuso, figlio adottivo del maestro siciliano.

A 13 anni dalla morte l'omaggio a Guttuso si realizza in due mostre contemporanee che abbracciano l'Italia intera; oltre ad Arona, infatti anche a Palermo è in corso una esposizione sull'opera del maestro di Bagheria. «Al contrario della mostra piemontese - spiega Fabio Carapezza Guttuso - la mostra siciliana si concentra su un periodo molto preciso della produzione di Guttuso. Tutte le opere appartengono agli anni del dopoguerra e rappresentano un periodo piuttosto complesso in cui l'espressività del maestro passa dal post- cubismo al realismo».

Fabio Carapezza ha visto molte volte Guttuso, usare i pennelli e lavorare ai suoi quadri: come si poneva di fronte alla tela?
«La tela era un vero e proprio problema, direi a volte drammatico. La base bianca lo terrorizzava. Spesso la sera cominciava a dipingere qualcosa, anche senza una idea precisa, pur di fare qualche segno sulla tela e tornare quindi la mattina con il quadro già incominciato».

Renato Guttuso aveva scelto Velate, vicino a Varese, come rifugio creativo per diversi anni della sua vita: ricorda quegli anni? «Guttuso a Velate ha dipinto quadri molto grandi. Mi ricordo in particolare il periodo in cui dipingeva la "Vucciria". Per rappresentare il bue che si vede sulla destra aveva chiesto ad un macellaio di Varese di portargli dalla sua cella frigorifera mezzo bue, che copiò velocissimo poiché scongelandosi cominciava a sanguinare nello studio».

In seguito al grande successo di pubblico ed alle numerose prenotazioni di scolaresche per il mese di novembre, la chiusura della mostra prevista il 29 ottobre è stata prorogata fino al 19 novembre.

Erika La Rosa

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