Scappati
i buoi, si chiude la stalla....
Gli eventi hanno trovato impreparate ancora una volta le istituzioni: molte
amministrazioni non sono ancora dotate di un piano comunale di protezione civile e si
riscontra che, laddove esista un piano, nessuna simulazione ne abbia confermato la
validità (art. 107 decreto legislativo 31/3/98 n. 112).
Il nostro gruppo di volontariato, già in preallarme da alcuni giorni, aveva visionato i
modelli matematici di previsione meteo (DALAM) e venerdì aveva considerato l'elevata
probabilità di fenomeni alluvionali ponendosi autonomamente in stato di allarme. Anche in
questo caso emerge l'impreparazione delle istituzioni poichè gli avvisi alla popolazione
(semmai siano stati dati) sono stati diffusi nei modi più svariati e con il rischio di
essere perseguiti per procurato allarme (art. 658 Codice Penale). Eppure l'Italia, per
queste eventualità, è dotata (?!) di un moderno ed efficiente "Servizio
Meteorologico Nazionale Distribuito" istituito con il decreto legislativo n. 112 del
31/3/98.
Ma torniamo ai fatti. Cosa è accaduto a Gallarate? Dopo la distribuzione dei sacchi
di sabbia di domenica 15 a Gallarate, il giorno successivo, mentre si segue con
apprensione il livello del Ticino che raggiunge e supera il valore di 2500 mc al secondo,
inviamo una squadra a Sesto Calende, su richiesta del centro operativo comunale.
L'incalzare degli eventi ci porta martedi 17 ad inviare una squadra in Valle d'Aosta per
individuare la località dove inviare gli automezzi con le attrezzature di soccorso ed
allestire un campo base. Raggiunta con
difficoltà la sede regionale della protezione civile presso l'aeroporto di
Aosta, incontriamo l'Ing. Galanti del Dipartimento che, dopo una breve riunione in
una agitatissima sala operativa, fornisce le ultime indicazioni al coordinatore Marco
Picotti per l'invio immediato della nostra colonna di soccorso a Trino Vercellese. Giunti
a Trino abbiamo visto una cittadina di 8000 anime completamente devastata: l'acqua aveva
sommerso tutta la città, da un minimo di 130 ad un massimo di 180 cm di altezza.
"Trino, zattera sul po" si legge su un cartello posto all'ingresso della città
e travolto dal fango.
Nessuno immaginava che, dopo il 51 ed il 94, si
sarebbero ancora viste scene drammatiche: tutto ciò che era al pian terreno è stato
distrutto. Enormi cumuli di mobili, elettrodomestici, merci dei negozi, abiti,
innumerevoli oggetti della quotidianità, ricordi cari: tutto distrutto o perso
nella melma. La sera, senza elettricità, telefoni e gas già da 48 ore, ci
insediamo presso il COM in un clima di tensione con gli amministratori comunali e con i
funzionari del Dipartimento, Golizia ed Agnoloni, appena arrivati da Roma. Anche gli
sciacalli sono arrivati puntuali. Il bilancio di questa prima settimana ha visto 62
volontari del gruppo Prociv-Arci nazionale ed il coordinatore area nord, Valerio Subbrero,
impegnati con 24 automezzi e 6 squadre munite di pompa ad alta pressione.
Con
decreto prefettizio e con l'autorizzazione del Dipartimento di Roma, ci è stata
attribuita la responsabilità delle comunicazioni radio tra la sala operativa del Comune,
i mezzi militari e quelli civili (i cellulari purtroppo sono stati inaffidabili). La
colonna mobile con le cucine, attivata martedi 17, è arrivata il giorno dopo da Lamezia
Terme e da giovedi 19 ha garantito 6000 pasti al giorno. Il 20 è arrivata anche la
colonna mobile della Sardegna partita da Assemini. Dopo il prosciugamento delle abitazioni
si è passati oggi alla pulizia dalla melma. Un saluto da Trino, forse il simbolo di
questa alluvione, sperando che la prossima volta ....non ci sia per nessuno.
Rino Pica
Protezione Civile - Prociv-Arci - Comitato Territoriale Operativo di
Gallarate
Censito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - D.P.C. decreto n°
84355/01/09/93> > D. R. L. fg. 489 progr. 1953 sez. > "> D> ">
- D.R.L. 74913 del 26/11/98
Delibera della G.C. n° 621 del 05/06/95 prot. 13446 >
Componente del Comitato Nazionale del Volontariato
presso D.P.C. della Presidenza del Consiglio dei Ministri
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