| Dato che
non ho la possibilità, almeno fino ad oggi, di poter parlare personalmente con il
Sig.Orsi di CNA, utilizzo queste pagine per rispondere a quanto da lui scritto in modo
così tempestivo allavvenire dei fatti legati alla CCIAA, e, soprattutto, per
spiegare il punto di vista di una persona che, in quanto Consigliere Provinciale
dellAssociazione Artigiani della Provincia di Varese, ha partecipato al Consiglio in
cui si è votata lespulsione della Ditta Dario Guidali & C.
dallAssociazione. Vorrei dire al Signor Orsi che dire che è stato
"dimesso" é solo un modo inutile di non chiamare le cose con il proprio nome.
Espulsione è stata e tale bisogna chiamarla. Non siamo in un regime totalitario, in cui i
"raffreddori" portano alleliminazione dei personaggi politici e non è
più necessario sbandierare laffetto ed orgoglio per un vessillo, come ormai solo
nelle immagini in bianco e nero di "Don Camillo e Peppone" possiamo vedere.
Possiamo parlare liberamente... Non avendola vissuta in prima persona, ma avendola solo
sentita raccontare da chi non è al corrente dei fatti, sembra un atto ingiusto, dettato
da ripicca e da motivi più o meno interessati, ma, nella realtà dei fatti, tale
decisione non è stata affatto presa a cuor leggero. Forse che nel momento in cui si
decide di amputare un arto per evitare una cancrena lo si fa con leggerezza? No, si perde
sempre e comunque una parte di sé stessi, ma si sa che tale intervento è necessario per
poter sopravvivere e per fare in modo che tutti gli altri organi del corpo possano
beneficiare di tale mancanza. Si sceglie il male minore per andare avanti. Invito il
Signor Orsi a riflettere su questa cosa e ritengo che sia fortunato se in CNA tali
operazioni non avvengono, ma solo a condizione che davvero non siano necessarie e non che
tutto questo sia invece frutto di una cecità indotta dal cameratismo del "volemose
bene". Brady
La "questione Guidali" e Camera di
commercio continua ad animare il dibattito. Non possiamo pero' tacere due anomalie. La
prima grave e preoccupante. Arrivano email firmate con pseudonimi di fantasia senza firma.
In alcuni casi come questo si puo' scoprire facilmente a chi corrisponde, ma non si
capisce perche' questo anonimato. La seconda e' il silenzio delle associazioni e di
"chi conta". Anche questo e' particolare. Sembrava che in due giorni tutta la
vicenda avrebbe trovato delle soluzioni e invece si e' ancora qua ad aspettare.
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