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Ore 16.26.04
Giorno
07/06/07
Angera - Un patrimonio di tutti. A confermarlo una sala consiliare gremita nel corso dell'incontro pubblico che ha cercato di delineare proposte affinchè non si ripetano più pratiche come quelle che hanno portato alla costruzione della fontana
Nessuno tocchi più il lungolago

"Nel confronto democratico chi ha argomenti interviene, chi non li ha non si presenta" questa la risposta dal pubblico al disagio di Modesto Verderio, assessore provinciale alla viabilità. Intervenuto ieri sera all'incontro pubblico dedicato al Lungolago, indetto dal gruppo consiliare di minoranza Progetto per Angera, Verderio aveva posto infatti come condizione la presenza degli Ammnistratori angeresi. Il sindaco Giorgio Banfi e l'assessore ai lavori pubblici Guido Vezzetti.

Assenti entrambi, sebbene formalmente invitati, non è stata sfruttata l'opportunità di replicare sulle scelte che negli ultimi anni hanno investito uno dei beni più cari alla comunità di Angera.

Una serata dunque dedicata al Lungolago, cui la risposta positiva di pubblico, ne ha confermato la viva affezione. Ma soprattutto un momento per definire percorsi e proposte per non incorrere più in scelte di interesse pubblico senza la consultazione dei diretti interessati alle opere, appunto la comunità.

Diversi sono gli elementi caratterizzanti del Lungolago. Le spiagge, l'oasi naturalistica, il viale alberato, le strutture sportive da qualche tempo anche "una fantasia scenografica", che insieme fanno il Lungolago e descritti nella presentazione di Sergio Carabelli di Progetto per Angera. In pratica un patrimonio unico, simbolo della cittadina da preservare in futuro e su cui intervenire attraverso un concorso di idee. E questa è in sostanza la posizione del gruppo consiliare.

"Ad identificare Angera c'è questo magnifico lungolago - ha ribadito nel suo intervento l'architetto Ovidio Cazzola di Italia Nostra, fra i relatori della serata - adesso nell'opinione pubblica si è diffusa una maggiore consapevolezza del patrimonio storico da cui non si può prescindere per costruire il futuro". Dunque una realtà storica come punto di partenza quale segno dell'identità della comunità e su cui progettare un "intervento globale, in cui ogni singolo elemento, come l'imbarcadero, rientri in un quadro programmatico".

Sulla cronistoria delle delibere che hanno portato all'approvazione dei progetti della fontana, di Piazzale della Vittoria e dell'intervento sul tratto che va da Damino alla Noce, si è invece inserito l'Assessore provinciale. In particolare Verderio ha fatto chiarezza intorno ai finanziamenti della Provincia e illustrato i provvedimenti a proposito dell'invasione della fontana sul territorio provinciale.

Innanzitutto i 108milioni. Fatto figurare dalla giunta come finaziamento per la fontana, in realtà questa cifra era ed è destinata alla tombinatura del Rio Roggione. "Sono un autonomista convinto - ha detto poi Verderio - ma il comune faccia le sue cose sul suo territorio". Di fatto la fontana si è allargata un po' troppo, ha poi spiegato e il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti: un abuso che ha portato al restringimento ad imbuto della strada di proprietà della Provincia, la sp 4.

"La Provincia è legittimata a scegliere fra diverse ipotesi - ha spiegato Verderio- anche quella di regalare un pezzo di strada al comune oppure spostare i suoi dieci metri di provinciale". Ma la sanatoria non sembra di fatto rientrare nei programmi della Provincia, che già da tempo ha invitato il Sindaco di Angera a ripristinare lo stato di fatto e fra qualche giorno dovrebbe pure scadere l'ultimatum imposto dall'ente.

E i trecento milioni stanziati dalla Provincia per l'intervento sul tratto di Lungolago che va da Damino alla Noce? Era stato presentato un progetto per interventi urgenti su questo tratto della Sp 4, per la piantumazione del viale a rischio di frane. Un progetto condiviso dalla Provincia e preventivato nel suo bilancio. Ma non più in quello del Comune che si è visto così sfuggire la possibilità di potere intervenire sul tratto di strada con il contributo stanziato. A goderne il cavalcavia di Sesto Calende su cui si sono poi spostati i soldi della Provincia. Che non poteva fare altrimenti perchè, ha spiegato Verderio "non è ammissibile per l'ammnistratore non riuscire a spendere i soldi in bilancio, si tratterebbe di una sconfitta".

Fra gli interventi del pubblico, non sono mancate sottili polemiche, ma in concreto si è definita anche la possibilità di creare un percorso di sinergie fra forze politiche, comitati e cittadini per incalzare l'Amministrazione comunale affinchè renda partecipe la cittadinanza di scelte che private non sono. In più interventi si è parlato di concorso di idee e l'occhio in questo caso non poteva non andare sulla vicina Sesto Calende e sulle sue esperienze di urbanistica partecipata.

Catia Spagnolo

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