Torna a
Varese-laghi
E-mail

 

Ore 16.26.27
Giorno
07/06/07
Varese: Islam- Europa. Convivenza difficile. Conferenza organizzata dall'associazione Terra Insubre alla palazzina della cultura
Un non credente con le radici nel mondo intero

.Ad attrarre la mia attenzione, l’altra sera, è stata una bandiera sconosciuta, stesa sulla cancellata della palazzina della cultura.

All’interno stava un tavolo apparecchiato con libri dalle copertine inconsuete, simili ai fumetti e ai libri per ragazzi. Anche un libro del politologo Giovanni Sartori e una rivista quadrimestrale.

Un giovane, gentile e disponibile, mi parla di un’associazione "Terra insubre", attiva da sei anni, che vorrebbe riscoprire "il retaggio celtico germanico nella terra che va dal Ticino all’Adda compreso il Canton Ticino" e mi spiega i simboli della bandiera: due aquile alternate, come fedeltà all’impero e due biscioni come difesa della cristianità.

Il vice presidente dell’associazione, Andrea Mascetti, mi spiega trattarsi di un’associazione apolitica vicina alla Lega e infatti da un volantino capisco che si parlerà di Islam.

Pietro Reina, segretario cittadino della Lega, si rammarica della scarsa presenza: "Di cittadinanza ne vedo poca, nonostante la pubblicità". Però c’è il sindaco Fumagalli, che superando le difficoltà di una raucedine, estende il problema dell’islamizzazione, non solo all’Europa, ma a tutto l’occidente e dopo un rapido excursus nella civiltà occidentale parla della fine della nazione e del concetto stesso di comunità, prendendosela coi terzomondisti nostrani che non vedono come "la crisi della famiglia ci pone indifesi di fronte a una cultura teocratica come quella islamica"

"Cosa succederà quando il numero degli islamici avrà raggiunto una certa soglia?"

La mia mente corre alla Francia, a Parigi, dove il colonialismo ha già fatto affluire un numero di mussulmani ben maggiore che da noi. Chissà cosa starà succedendo?.

Il moderatore Mascetti, riallacciandosi alle vicende della moschea cittadina, sottolinea come Varese, ancora una volta, sia stata anticipatrice nell’evidenziare problemi, ora che "sembra che il mondo si stia svegliando"; vedi gli articoli di Panebianco sul Coriere della Sera e gli interventi del cardinal Biffi.

"La povera sinistra non capisce, ma lo capirà quando gli islamici si organizzeranno in partiti e perderà così il contatto anche coi suoi strati di riferimento". Ricorda poi l’infibulazione e la poligamia come argomenti con cui ci si dovrà confrontare.

Il sociologo dell’università di Brescia, Luca Pesenti, paventa il pericolo dell’umanitarismo di cui Maurizio Costanzo, col suo show, sarebbe l’incarnazione quotidiana, ma afferma che con gli articoli di Panebianco e Sartori, "il fronte si sta rompendo".

Il fatto che a Bologna si voglia insegnare l’arabo nelle scuole, fa inorridire relatore e sindaco, per non parlare di Genova dove la presenza di sette bambini extracomunitari, su un totale di trecento, ha consigliato di fare l’albero di Natale piuttosto che il presepe.

"E’ scandaloso che Lodi dia il terreno per la moschea. La carta dei diritti europei non ha nessun riferimento alle radici cristiane dell’Europa. Di fronte a tutto questo è necessaria la tenuta di uno stato laico cristianamente radicato".

"Non è l’islam che mi fa paura, ma l’atteggiamento cattocretino della chiesa, che non fa niente per cristianizzare, anche nella più grande diocesi, quella di Milano". Povero cardinal Martini.

L’intervento di Mario Vitali, di Alleanza Cattolica e Associazione Aiuto alla Chiesa che Soffre, è stato più centrato sull’integralismo del Corano e sulla vita del Profeta con le sue malefatte. "l’Islam non è una religione di stato, il che vorrebbe dire che ci sono due entità, ma è il Corano stesso che permea lo stato. Nella Mauritania, il Corano è codice di procedura penale e si condanna a morte chi non va alla preghiera".

Il profeta Maometto avrebbe fatto uccidere diecimila persone.

L’Islam si deve diffondere nel mondo……che fare degli altri?. Prima si dialoga con cristiani ed ebrei, ma poi si passa alle armi.

E la sura seconda, versetto 190-193: "combattete per la causa di Allah senza eccessi, uccideteli ovunque li incontriate."

L’Islam moderno è diverso? "No, chi capisce la vera natura dell’Islam deve capire che oltre alla preghiera prevede anche la lotta armata."

Dopo aver tirato la corda, con un intervento da lui stesso definito terrificante, portando il segretario cittadino della lega a dichiararsi angosciato e a chiedere se l’occidente riuscirà mai a riassorbire l’islam, Vitali ha concluso dicendo che l’atteggiamento del cattolico deve essere di accoglienza, perché loro non hanno sentito altro che il Corano.

Dopo una serata come questa, all’improvvisato cronista, che si diletta ad andar per il mondo, cresciuto con una religione dove si dice " Non avrai altro Dio fuori che me" di fronte ad un’altra che dice "non vi è altro Dio fuori di Allah", non resta che pensare, con tristezza, alle tragedie derivate dalle religioni monoteiste che, con parole o con armi, pretendono di conquistare gli altri, e pensare a cosa sta succedendo, oggi, in Palestina.

Tornando all’Islam, che è una realtà religiosa, politica, sociale, economica e culturale, va conosciuto anche leggendo il Corano, ma tenendo presente che non è omogeneo, come il mondo cristiano del resto, e che le culture moderne sono la sintesi di tante tradizioni precedenti.

Quando i problemi, derivati dalla globalizzazione, diventano grandi è facile rinchiudersi nel piccolo, ma è così che si risolvono i problemi?.

Tornando a casa non mi resta che pensare al Nepal, dove lo stesso tempio buddista è diviso longitudinalmente a metà ed è utilizzato alternativamente dalle due diverse scuole di pensiero, o a quella nuova città negli Stati Uniti, nata vicino a una diga, dove sullo stesso viale erano allineate tutte le nuove chiese delle diverse religioni.

Se avessi soldi, qui a Varese, costruirei una moschea, anzi no, un tempio Baha’i , come ho visto a Nuova Deli, dove i seguaci di tutte le religioni possono accedere per pregare o meditare, in silenzio, secondo i propri precetti. Io, non credente, me ne starei li compiaciuto a contemplarli.

Se avessi altri soldi, farei un grande pulman e porterei i mie concittadini, sindaco compreso, in giro per il mondo a conoscere le varie realtà della condizione umana.

Mentre questi sogni si avverano, non mi resta che sorridere al marocchino che ogni giorno mi passa davanti andando al lavoro, magari in nero, nel laboratorio del leghista e continuare ad andare nella macelleria islamica, perché la carne è buona e il lesso viene bene.

 

Giorgio Malnati

 

 

Alessandra Toni

Torna all'inizio dell'articolo