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Ore 16.26.09
Giorno
07/06/07
Fuori le asce da guerra. Guidali prende tempo

Premoli :«È una vicenda kafkiana»

I comunicati ufficiali di Ascom e Univa

"Abbiamo sempre agito nel rispetto della legge"

"Ho querelato Marino Bergamaschi"

Lasciamo fuori i politici

Le precisazioni dei vertici dell'Associazione artigiani

"Guidali risponde a un comitato d'affari"

"Sono due orfani di Ceacescu"

Espulsione e contestazione affidate alle raccomandate

Le sorti di Guidali, presidente di Cciaa, sono appese a un filo

 
Varese –  Ascom e Univa vogliono le dimissioni di Guidali. 
Fuori le asce da guerra. Guidali prende tempo

Il suono dei tamburi ora si sente forte e chiaro. Solo quello di via Milano tace, forse perché troppo coinvolto, forse perché gli altri due da soli bastavano a trasmettere il messaggio. 
Nel giro di pochi minuti arrivano due email con i comunicati ufficiali di Uniascom e di Marino Vago, presidente di Univa. Toni diversi. Contorto il primo per arrivare solo nelle ultime cinque righe alla soluzione finale, in cui l'associazione "
ritiene di chiedere al medesimo (Guidali, ndr) le proprie dimissioni dalla carica di Presidente della Camera di Commercio".
Il secondo comunicato è scritto da un uomo schietto e le sue parole formano un sibilo, come una sciabolata secca, ma che nasconde un'abilità eccelsa. Fa risalire la crisi già dai tempi del suo predecessore Lamberti. Ma non basta. Lui stesso avrebbe più volte manifestato imbarazzi, ma  "
Dario Guidali proseguiva come se nulla fosse nei suoi metodi gestionali, gli è stato fatto presente che, avendo ormai perso la fiducia di gran parte dei Consiglieri camerali, ne avrebbe dovuto trarre le conseguenze". Vago, più di altri sa che più il gioco si fa pesante più sarà difficile salvare quanti hanno collaborato strettamente con Guidali fino a pochi giorni fa. E tra questi ci sono esponenti di spicco degli industriali. La scelta allora è quella di tenere una linea ferma, ma che prenda almeno ufficialmente spunto dalla volontà dei consiglieri. Sono questi che chiedono a Guidali di lasciare il posto. Univa prende atto e spiega perché occorre questo sacrificio. 

Guidali da parte sua sembra tranquillo. "Ora non mi dimetto. Prima voglio parlare con il mio avvocato e capire quali saranno le conseguenze anche rispetto alle azioni legali che ho intentato contro l'associazione e contro Bergamaschi". Il presidente prende tempo, ma si dichiara favorevole alla proposta di Tioli. "Ho sempre richiesto questo incontro, ma la mia associazione si è sottratta. Ora ben venga".
Rispetto ai comunicati di Ascom e Univa si scorge una certa amarezza. "Capisco che ci siano state questioni caratteriali. Prenda per esempio il mio rapporto con quello che già viene designato come mio successore. Io con Redaelli 
ho avuto spesso scontri per modi diversi di vedere, ma non ho mica mai chiesto che lui si facesse da parte. Con Lamberti poi i rapporti sono sempre stati ottimi. Vago l'ho visto a gennaio e poi solo a fine luglio. Adesso tirano fuori che la crisi già c'era. Ma allora perché nessuno ne ha parlato prima? Certo gli industriali non sono Bergamaschi, questi sono intelligenti e le cose le hanno preparate bene. Non si lasciano certo andare per farsi querelare...".
Ci vorrà un'altra notte almeno per portare consiglio a Dario Guidali. Nei corridoi della Camera di commercio si respira ancora un'aria pesante e oggi è ancora difficile prevedere come sarà domani.

                                    Marco Giovannelli

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