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| Varese Ascom e Univa vogliono le dimissioni di
Guidali. |
| Fuori le asce da
guerra. Guidali prende tempo |
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Il suono dei tamburi ora si sente forte e chiaro.
Solo quello di via Milano tace, forse perché troppo coinvolto, forse perché gli altri
due da soli bastavano a trasmettere il messaggio.
Nel giro di pochi minuti arrivano due email con i comunicati ufficiali di Uniascom e di Marino
Vago, presidente di Univa. Toni diversi. Contorto il primo per arrivare solo nelle
ultime cinque righe alla soluzione finale, in cui l'associazione "ritiene di chiedere al medesimo (Guidali, ndr) le proprie dimissioni
dalla carica di Presidente della Camera di Commercio".
Il secondo comunicato è scritto da un uomo schietto e le sue parole formano un sibilo,
come una sciabolata secca, ma che nasconde un'abilità eccelsa. Fa risalire la crisi già
dai tempi del suo predecessore Lamberti. Ma non basta. Lui stesso avrebbe più volte
manifestato imbarazzi, ma "Dario Guidali proseguiva come se nulla fosse nei suoi metodi
gestionali, gli è stato fatto presente che, avendo ormai perso la fiducia di gran parte
dei Consiglieri camerali, ne avrebbe dovuto trarre le conseguenze". Vago, più di
altri sa che più il gioco si fa pesante più sarà difficile salvare quanti hanno
collaborato strettamente con Guidali fino a pochi giorni fa. E tra questi ci sono
esponenti di spicco degli industriali. La scelta allora è quella di tenere una linea
ferma, ma che prenda almeno ufficialmente spunto dalla volontà dei consiglieri. Sono
questi che chiedono a Guidali di lasciare il posto. Univa prende atto e spiega perché
occorre questo sacrificio. Guidali da parte sua sembra tranquillo.
"Ora non mi dimetto. Prima voglio parlare con il mio avvocato e capire quali saranno
le conseguenze anche rispetto alle azioni legali che ho intentato contro l'associazione e
contro Bergamaschi". Il presidente prende tempo, ma si dichiara favorevole alla
proposta di Tioli. "Ho sempre richiesto questo incontro, ma la mia associazione si è
sottratta. Ora ben venga".
Rispetto ai comunicati di Ascom e Univa si scorge una certa amarezza. "Capisco che ci
siano state questioni caratteriali. Prenda per esempio il mio rapporto con quello che già
viene designato come mio successore. Io con Redaelli ho avuto spesso scontri
per modi diversi di vedere, ma non ho mica mai chiesto che lui si facesse da parte. Con
Lamberti poi i rapporti sono sempre stati ottimi. Vago l'ho visto a gennaio e poi solo a
fine luglio. Adesso tirano fuori che la crisi già c'era. Ma allora perché nessuno ne ha
parlato prima? Certo gli industriali non sono Bergamaschi, questi sono intelligenti e le
cose le hanno preparate bene. Non si lasciano certo andare per farsi querelare...".
Ci vorrà un'altra notte almeno per portare consiglio a Dario Guidali. Nei corridoi della
Camera di commercio si respira ancora un'aria pesante e oggi è ancora difficile prevedere
come sarà domani.
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Marco
Giovannelli
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