In totale la moria di pesci avvenuta lungo il corso del torrente Bardello ha
portato alla raccolta di cento chili di pesci. Sono stati rinvenuti sabato mattina
all'altezza della ditta di macchine levigatrici Cassani e la sintomatologia che ne ha
causato la morte, come riferiscono dal distretto veterinario dell'Asl di Laveno Mombello,
è riferibile ad avvelenamento. A dare l'allarme sabato
mattina è stato il custode della Cassani, ditta attraverso cui il corso del Bardello
passa per alimentarne le turbine. E proprio sulle griglie delle turbine si è ammassata la
grande quantità di scardole e cavedani morti. "Ma i pesci si vedevano galleggiare
anche lungo il torrente che costeggia la Cassani", racconta Bighi della polizia
municipale di Besozzo, chiamato sul posto dal custode della ditta. Ad intervenire nella
stessa mattinata i tecnici della Sogeiva e le guardie ecologiche del nucleo faunistico
della polizia provinciale, che hanno rimosso la notevoole quantità di animali ammassati
sulle griglie.
Dal distretto veterinario dell'Asl di Laveno Mombello si sa che i
pesci sono morti per avvelenamento. Quali siano le sostanze o i fenomeni che lo hanno
prodotto, lo si saprà quando arriveranno i risultati dei prelievi effettuati su un
campione del pesce raccolto. Risultato che arriverà tra qualche mese dai laboratori. Il
tipo di analisi richiesta dal distretto è standard e riguarda la ricerca di sostanze
tossiche come cianuri, fenuli, nitrati e metalli pesanti. Solo nel caso in cui fosse
rinvenuta la presenza di queste sostanze, sarebbe ipotizzabile l'eventualità di un
inquinamento doloso.
Inutili invece i rilevamenti delle acque. Con le abbondanti piogge
dei giorni scorsi, l'eventuale presenza di agenti inquinanti non si sarebbe certo
trattenuta. E la coincidenza con la pioggia non è casuale. Quale occasione migliore per
liberarsi di rifiuti liquidi, la cui provenienza, lungo i corsi d'acqua è già difficile
di per sè in condizioni normali, quasi impossibile quando le precipitazioni, come nei
giorni scorsi, riversano nei fiumi notevoli quantità d'acqua.
I fatti certi dicono che quest'anno per il torrente Bardello i
tecnici della Sogeiva sono già intervenuti altre due volte. In questi casi si era
trattato di inquinamenti da idrocarburi. Per la frequenza di fenomeni come questi è in
atto una convenzione fra la Sogeiva e la Provincia per un pronto intervento attivo
ventiquattro ore su ventiquattro. Purtroppo a confermare la necessità di questo servizio
è il numero degli interventi, già quattordici casi simili quest'anno su tutto il
territorio provinciale.
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