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Ore 16.26.27
Giorno
07/06/07
 
Besozzo - Sono stati rinvenuti all'altezza della Cassani i pesci morti e ammassati sulle griglie delle turbine dove passano le acque del torrente
Pesci avvelenati nel torrente Bardello

In totale la moria di pesci avvenuta lungo il corso del torrente Bardello ha portato alla raccolta di cento chili di pesci. Sono stati rinvenuti sabato mattina all'altezza della ditta di macchine levigatrici Cassani e la sintomatologia che ne ha causato la morte, come riferiscono dal distretto veterinario dell'Asl di Laveno Mombello, è riferibile ad avvelenamento.

A dare l'allarme sabato mattina è stato il custode della Cassani, ditta attraverso cui il corso del Bardello passa per alimentarne le turbine. E proprio sulle griglie delle turbine si è ammassata la grande quantità di scardole e cavedani morti. "Ma i pesci si vedevano galleggiare anche lungo il torrente che costeggia la Cassani", racconta Bighi della polizia municipale di Besozzo, chiamato sul posto dal custode della ditta. Ad intervenire nella stessa mattinata i tecnici della Sogeiva e le guardie ecologiche del nucleo faunistico della polizia provinciale, che hanno rimosso la notevoole quantità di animali ammassati sulle griglie.

Dal distretto veterinario dell'Asl di Laveno Mombello si sa che i pesci sono morti per avvelenamento. Quali siano le sostanze o i fenomeni che lo hanno prodotto, lo si saprà quando arriveranno i risultati dei prelievi effettuati su un campione del pesce raccolto. Risultato che arriverà tra qualche mese dai laboratori. Il tipo di analisi richiesta dal distretto è standard e riguarda la ricerca di sostanze tossiche come cianuri, fenuli, nitrati e metalli pesanti. Solo nel caso in cui fosse rinvenuta la presenza di queste sostanze, sarebbe ipotizzabile l'eventualità di un inquinamento doloso.

Inutili invece i rilevamenti delle acque. Con le abbondanti piogge dei giorni scorsi, l'eventuale presenza di agenti inquinanti non si sarebbe certo trattenuta. E la coincidenza con la pioggia non è casuale. Quale occasione migliore per liberarsi di rifiuti liquidi, la cui provenienza, lungo i corsi d'acqua è già difficile di per sè in condizioni normali, quasi impossibile quando le precipitazioni, come nei giorni scorsi, riversano nei fiumi notevoli quantità d'acqua.

I fatti certi dicono che quest'anno per il torrente Bardello i tecnici della Sogeiva sono già intervenuti altre due volte. In questi casi si era trattato di inquinamenti da idrocarburi. Per la frequenza di fenomeni come questi è in atto una convenzione fra la Sogeiva e la Provincia per un pronto intervento attivo ventiquattro ore su ventiquattro. Purtroppo a confermare la necessità di questo servizio è il numero degli interventi, già quattordici casi simili quest'anno su tutto il territorio provinciale.

                                  Catia Spagnolo

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