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Ore 16.26.31
Giorno
07/06/07
 
Varese –  Uno dei tanti casi di mala organizzazione
Il paesaggio desolante del Provveditorato

Cavi elettrici che pendono dal soffitto, ingressi trasformati in corse a ostacoli e anche un "gioiello" architettonico: una scala antincendio che termina…contro una finestra. Il cartello all'ingresso del cantiere del Provveditorato agli studi informa che sono in corso lavori per la messa a norma dell'edificio ai sensi delle più recenti leggi in materia di sicurezza. Ma di fatto i lavori sono fermi dall'estate scorsa e la messa a norma è un'ipotesi ancora lontana. C'è questo "stato dell'arte" dietro la decisione presa dal personale di via Copelli, che lunedì ha dichiarato lo stato di agitazione: gli impiegati si astengono dal lavoro straordinario e questo potrebbe avere ripercussioni, nelle prossime settimane, su alcune funzioni del Provveditorato, ad esempio la compilazione delle graduatorie degli insegnanti. Liberato Laracca e Angelo Giorgi, componenti della RSU, così raccontano come si è arrivati alla mobilitazione sindacale: "Il cantiere si è installato nel febbraio scorso e l'appalto prevedeva la conclusione dell'opera nell'agosto di quest'anno. Bene, siamo a ottobre e non sono stati portati a termine nemmeno i lavori al piano terreno (l'edificio è diviso su quattro livelli) e in più da luglio non vediamo più un solo operaio. Abbiamo chiesto spiegazioni, non abbiamo ottenuto risposta. Voci di corridoio ci dicono che sono finiti i soldi".
L'appalto è stato assegnato dall'amministrazione provinciale alla ditta Albini e Castelli. Lo spettacolo che si presenta al visitatore al momento è da paesaggio dopo la battaglia. All'entrata laterale del Provveditorato si accede solo attraverso un viottolo largo mezzo metro scarso e ricoperto da erbacce. Nei corridoi al piano terra tutti i cavi dell'impianto elettrico pendono dal soffitto, barricate di mobili impediscono il passaggio alle persone e dopo le piogge dei giorni scorsi il locale delle caldaie si è riempito d'acqua. E' stata installata una scala esterna di metallo per garantire l'uscita in caso di incendio ma - vedere per credere - al momento gli accessi alla scala corrispondono ad altrettante finestre. Diversi uffici sono stati svuotati, le carte trasferite in depositi di fortuna. Vistose infiltrazioni d'acqua "affrescano" i soffitti dei piani superiori. E dopo l'ennesima richiesta di spiegazioni caduta nel vuoto, è scattata la protesta.
"L'astensione dagli straordinari - spiegano i componenti della RSU - comporterà rallentamenti nella compilazione delle graduatorie, nell'esame dei ricorsi, nelle nomine. D'altronde si tratta di disagi che le scuole avrebbero comunque patito proprio a causa del degrado dei locali del provveditorato: tutti gli spostamenti dei mesi scorsi, che dovevano essere temporanei, rendono oggi impossibile al personale la consultazione di carte indispensabili".
Previsioni sulla fine dello stato di agitazione al momento non si possono formulare. D'altro canto, se i lavori riprendessero a pieno ritmo oggi stesso, prima di qualche mese non sarebbero conclusi.

                                     Claudio Del Frate

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