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| Varese Uno
dei tanti casi di mala organizzazione |
| Il paesaggio
desolante del Provveditorato |
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Cavi elettrici che pendono dal soffitto, ingressi trasformati in corse a
ostacoli e anche un "gioiello" architettonico: una scala antincendio che
termina
contro una finestra. Il cartello all'ingresso del cantiere del Provveditorato
agli studi informa che sono in corso lavori per la messa a norma dell'edificio ai sensi
delle più recenti leggi in materia di sicurezza. Ma di fatto i lavori sono fermi
dall'estate scorsa e la messa a norma è un'ipotesi ancora lontana. C'è questo
"stato dell'arte" dietro la decisione presa dal personale di via Copelli, che
lunedì ha dichiarato lo stato di agitazione: gli impiegati si astengono dal lavoro
straordinario e questo potrebbe avere ripercussioni, nelle prossime settimane, su alcune
funzioni del Provveditorato, ad esempio la compilazione delle graduatorie degli
insegnanti. Liberato Laracca e Angelo Giorgi, componenti della RSU, così raccontano come si è arrivati alla mobilitazione
sindacale: "Il cantiere si è installato nel febbraio scorso e l'appalto prevedeva la
conclusione dell'opera nell'agosto di quest'anno. Bene, siamo a ottobre e non sono stati
portati a termine nemmeno i lavori al piano terreno (l'edificio è diviso su quattro
livelli) e in più da luglio non vediamo più un solo operaio. Abbiamo chiesto
spiegazioni, non abbiamo ottenuto risposta. Voci di corridoio ci dicono che sono finiti i
soldi".
L'appalto è stato assegnato dall'amministrazione provinciale alla ditta Albini e
Castelli. Lo spettacolo che si presenta al visitatore al momento è da paesaggio dopo la
battaglia. All'entrata laterale del Provveditorato si accede solo attraverso un viottolo
largo mezzo metro scarso e ricoperto da erbacce. Nei corridoi al piano terra tutti i cavi
dell'impianto elettrico pendono dal soffitto, barricate di mobili impediscono il passaggio
alle persone e dopo le piogge dei giorni scorsi il locale delle caldaie si è riempito
d'acqua. E' stata installata una scala esterna di metallo per garantire l'uscita in caso
di incendio ma - vedere per credere - al momento gli accessi alla scala corrispondono ad
altrettante finestre. Diversi uffici sono stati svuotati, le carte trasferite in depositi
di fortuna. Vistose infiltrazioni d'acqua "affrescano" i soffitti dei piani
superiori. E dopo l'ennesima richiesta di spiegazioni caduta nel vuoto, è scattata la
protesta.
"L'astensione dagli straordinari - spiegano i
componenti della RSU - comporterà rallentamenti nella compilazione delle graduatorie,
nell'esame dei ricorsi, nelle nomine. D'altronde si tratta di disagi che le scuole
avrebbero comunque patito proprio a causa del degrado dei locali del provveditorato: tutti
gli spostamenti dei mesi scorsi, che dovevano essere temporanei, rendono oggi impossibile
al personale la consultazione di carte indispensabili".
Previsioni sulla fine dello stato di agitazione al momento non si possono formulare.
D'altro canto, se i lavori riprendessero a pieno ritmo oggi stesso, prima di qualche mese
non sarebbero conclusi. |
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Claudio
Del Frate
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