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| Varese Il
mondo economico è in fibrillazione. La vicenda Guidali rischia di travolgere la Camera di
Commercio. |
| Premoli :«È una
vicenda kafkiana». Tioli e Cna tentano la mediazione |
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Sconcerto e
preoccupazione si stanno diffondendo tra i protagonisti dell'economia varesina. Il
"caso Guidali" rischia di dare un violento scossone alla principale istituzione
economica della provincia. Si chiude il cerchio attorno al presidente della CCIAA, dopo
che 17 inviti a dimettersi sono stati depositati in segreteria.
Eppure la questione appare poco chiara ai più: «È una vicenda assurda. Non esiste nulla
di ufficiale, ma tutto è già prestabilito: una cosa kafkiana- commenta amareggiato
Giuseppe Premoli membro del consiglio camerale e rappresentante delle
cooperative - Sono affari interni di un'associazione, problemi di un settore che non
capisco in che modo riguardino gli altri. Io non ho firmato alcun documento di sfiducia:
se ci sarà una mozione, allora si riunirà il consiglio e lì discuteremo su quali sono
le motivazioni e le azioni da intraprendere. Chi attacca Guidali, pur stando fuori
dall'associazione artigiana, si rende complice di una situazione assurda. Il nostro
parlamentino non ci fa una bella figura: abbiamo votato quel presidente e lo abbiamo
sostenuto. Se oggi la giunta vuole le sue dimissioni dovrebbe andarsene in blocco :
sfiduciando il presidente dà un giudizio negativo al suo operato. Io non ho votato
alcun documento contro Guidali, anche perché nessuno mi ha interpellato».
Interpellato, ma molto in crisi è invece apparso il consigliere Carlo Bergamaschi,
in rappresentanza degli agricoltori. Non ha voluto rilasciare commenti anche se si
avvertiva un profondo disagio.
Un altro consigliere che non ha firmato il documento in cui si chiedono le dimissioni di
Guidali, è Vito Tioli, presidente della Cna. La sua associazione pone anche un
problema di metodo. Guidali fu indicato dalle tre associazioni artigiane e allora prima di
ogni altra cosa si riapra il dibattito in questo ambito, e poi successivamente venga
investito tutto il consiglio.
Un'importante associazione, la Confesercenti, presieduta da Antonio Simonetto, è
sempre stata esclusa dalla Camera e ora guarda con distacco dalla finestra il gran
trambusto. «Noi prendiamo atto della questione , ma non possiamo esimerci dal criticare
questo modo di trasmettere alla principale istituzione economica i problemi interni di
un'associazione. È un vero scandalo che possano avvenire simili cose. Per me,
comunque, tutta la faccenda è un'azione pilotata per arrivare al cuore della faccenda che
è proprio la Camera di Commercio. La Confesercenti non è mai entrata in questo gioco,
non ci hanno mai invitato ai grandi banchetti e in questo momento in cui si serve il
caffè ci guardiamo bene dall'immischiarci». |
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Alessandra
Toni
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