«Scusi, ma tutti quei frati sono veri?». La signora infreddolita che
attraversa piazza della Motta scruta incuriosita la chiesa. Poi, dopo qualche istante di
esitazione, si avvicina alla troupe televisiva per capire che cosa stia succedendo. Una
scena che, oggi, si è ripetuta decine e decine di volte. Perché, a Varese, i riflettori
puntati su un edificio del centro storico fanno ancora notizia. Eccome. Soprattutto se, a
porte superchiuse, dentro la secentesca chiesetta di Sant'Antonio alla Motta (nella foto un'immagine con la troupe al lavoro) si sta girando uno
spot. Nella fattispecie, quello dello sciroppo per tosse Bronchenolo. «Vietato, vietatissimo entrare», ammonisce la sicurezza. E neanche a
pensare di anticipare sui giornali la "trama" della reclame: si rischia di
danneggiare in maniera «irreparabile» il cliente. Allora ci si accontenta di veder
sfilare avanti e indietro una ventina di frati - rigorosamente falsi - e di capire come
mai la scelta sia caduta proprio sul tempio religioso varesino. «Qui c'è il più bel
coro ligneo della provincia di Varese - si "sbottona" qualcuno - E poi è vicino
a Milano e quindi era comodo per le riprese». Ampio e riccamente lavorato, il capolavoro
del barocco locale ha del resto un valore storico notevole. Per non parlare di quello
affettivo. Come testimoniano le preoccupazioni degli abitanti della zona sul rispetto
portato al tempio sacro.
Ma i varesini possono stare
tranquilli. Perché, a vegliare sulla chiesetta, c'è uno
studente universitario volontario della parrocchia di San Vittore, a cui appartiene
l'edificio. «La gente non ha motivo di avere paura - assicura Marco Chiaravalli - Tutto
si sta svolgendo nel massimo rispetto per la chiesa. E non si pensi che sia stato fatto un
torto alle persone, impedendo ai fedeli di entrare a pregare: solitamente Sant'Antonio
alla Motta è aperta soltanto la domenica mattina».
Tra poco, comunque, tutto il can can intorno alla piazza sarà
finito. Giunti in città ieri, cameraman, registi e attori ripartiranno giovedì. Poi, per
vedere lo spot, bisognerà attendere un mese. Quando, senza più bisogno di sbirciare, lo
si potrà guardare in tv. Sempre che non si preferisca lo zapping.
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