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Ore 16.26.21
Giorno
07/06/07
 
Varese –  Nella secentesca Sant'Antonio alla Motta si stanno girando le riprese per la pubblicità dello sciroppo per tosse Bronchenolo
Lo spot va in onda... in chiesa

«Scusi, ma tutti quei frati sono veri?». La signora infreddolita che attraversa piazza della Motta scruta incuriosita la chiesa. Poi, dopo qualche istante di esitazione, si avvicina alla troupe televisiva per capire che cosa stia succedendo. Una scena che, oggi, si è ripetuta decine e decine di volte. Perché, a Varese, i riflettori puntati su un edificio del centro storico fanno ancora notizia. Eccome. Soprattutto se, a porte superchiuse, dentro la secentesca chiesetta di Sant'Antonio alla Motta (nella foto un'immagine con la troupe al lavoro) si sta girando uno spot.  Nella fattispecie, quello dello sciroppo per tosse Bronchenolo.

«Vietato, vietatissimo entrare», ammonisce  la sicurezza. E neanche a pensare di anticipare sui giornali la "trama" della reclame: si rischia di danneggiare in maniera «irreparabile» il cliente. Allora ci si accontenta di veder sfilare avanti e indietro una ventina di frati - rigorosamente falsi - e di capire come mai la scelta sia caduta proprio sul tempio religioso varesino. «Qui c'è il più bel coro ligneo della provincia di Varese - si "sbottona" qualcuno - E poi è vicino a Milano e quindi era comodo per le riprese». Ampio e riccamente lavorato, il capolavoro del barocco locale ha del resto un valore storico notevole. Per non parlare di quello affettivo. Come testimoniano le preoccupazioni degli abitanti della zona sul rispetto portato al tempio sacro. 

Ma i varesini possono stare tranquilli. Perché, a vegliare sulla chiesetta, c'è uno studente universitario volontario della parrocchia di San Vittore, a cui appartiene l'edificio. «La gente non ha motivo di avere paura - assicura Marco Chiaravalli - Tutto si sta svolgendo nel massimo rispetto per la chiesa. E non si pensi che sia stato fatto un torto alle persone, impedendo ai fedeli di entrare a pregare: solitamente Sant'Antonio alla Motta è aperta soltanto la domenica mattina».

Tra poco, comunque, tutto il can can intorno alla piazza sarà finito. Giunti in città ieri, cameraman, registi e attori ripartiranno giovedì. Poi, per vedere lo spot, bisognerà attendere un mese. Quando, senza più bisogno di sbirciare, lo si potrà guardare in tv. Sempre che non si preferisca lo zapping.  

                                     Chiara Milani

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